Banda delle rapine Confessa un 26enne che rubò a Codigoro
CODIGORO. Ha confessato la partecipazione a quattro delle sette rapine, ma per il pm Monica Bombana si tratta solo di quelle dove sapeva che c’erano prove schiaccianti a suo carico. E comunque,...
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CODIGORO. Ha confessato la partecipazione a quattro delle sette rapine, ma per il pm Monica Bombana si tratta solo di quelle dove sapeva che c’erano prove schiaccianti a suo carico. E comunque, secondo quanto ricostruito nella sua requisitoria, il 26enne di Ostiglia Andrea Marras, sarebbe stato uno degli organizzatori dalla banda che nell’estate del 2015 ha imperversato fra Alto Polesine, Mantovano e Ferrarese, mettendo in fila sette rapine, fra le quali una a Castelnovo Bariano e due a Melara oltre a due tentativi falliti, di cui uno a Badia, con un bottino complessivo di circa 300mila euro. Per questo la richiesta dell’accusa è stata di ben 10 anni di reclusione per associazione a delinquere, rapina aggravata in concorso, porto di armi e sequestro di persona, per dipendenti e clienti tenuti chiusi senza cellulari. Le quattro rapine contestate sono quelle del 17 luglio a Vigasio, del 31 luglio a Codigoro, del 6 agosto a Melara, e del 21 agosto a Ostiglia.
Per Rian Hoxhaj, l’altro coimputato, il pm ha invece chiesto una pena di 2 anni. Ma le intercettazioni ambientali dei carabinieri, che già da agosto avevano messo nel mirino il gruppo, hanno confermato un suo pieno coinvolgimento, in particolare nelle azioni “sfumate”, in un caso per una presenza sospetta della polizia all’autogrill dove si erano dati appuntamento, in un altro perché la banda era senza contanti e non poteva fare benzina se non utilizzando carte di credito, cosa che avrebbero lasciato un segno del loro passaggio in prossimità del luogo del colpo. Marras ed Hoxhaj sono gli ultimi ancora da giudicare, visto che il resto della compagnia ha già ricevuto pene dai 10 anni e 10 mesi al presunto capo della banda, Alessandro Ronsisvalle, ad 1 anno e 8 mesi per l’uomo che si è occupato di fornire le schede telefoniche utilizzate durante i colpi.
Per Rian Hoxhaj, l’altro coimputato, il pm ha invece chiesto una pena di 2 anni. Ma le intercettazioni ambientali dei carabinieri, che già da agosto avevano messo nel mirino il gruppo, hanno confermato un suo pieno coinvolgimento, in particolare nelle azioni “sfumate”, in un caso per una presenza sospetta della polizia all’autogrill dove si erano dati appuntamento, in un altro perché la banda era senza contanti e non poteva fare benzina se non utilizzando carte di credito, cosa che avrebbero lasciato un segno del loro passaggio in prossimità del luogo del colpo. Marras ed Hoxhaj sono gli ultimi ancora da giudicare, visto che il resto della compagnia ha già ricevuto pene dai 10 anni e 10 mesi al presunto capo della banda, Alessandro Ronsisvalle, ad 1 anno e 8 mesi per l’uomo che si è occupato di fornire le schede telefoniche utilizzate durante i colpi.
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