IL RETROSCENA: caso archiviato, prove distrutte
«Picchiato a sangue e derubato, ma non li ho visti in faccia»
Alessandro Colombani: quella notte a Villanova erano in tre, volevano soldi e pin e mi dissero “ti massacriamo”
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Emma Santi non c’è più, è morta a 94 anni oltre un anno dopo la rapina che subì in casa, a Mesola: «Morì spegnendosi piano piano, dopo lo choc», disse il figlio. La legarono con fascette elettriche e nastro adesivo e restò quasi tre giorni legata e imbavagliata nel letto di casa. Cristina e Giulio Bertelli rimasero invece sequestrati per 5 ore, di notte, nella casa di Coronella, mentre la banda Igor rubava di tutto: indumenti, mutande, la spesa appena fatta nell’auto, auto compresa, pentole e oggetti che poi rivendevano. Nessuna di queste vittime delle rapine ieri era presente. Nemmeno i familiari diretti. C’era solo Alessandro Colombani con il suo legale, a sostenere il «dovere di essere qui». La rapina ai danni di Colombani a Villanova di Denore è quella più dubbia dal punto di vista dei riscontri:«Non ho visto in faccia nessuno dei tre che mi picchiavano con calci, pugni e con un bastone». Lo lasciarono in un bagno di sangue per 70 euro e il bancomat rubato: «Se non ci dai il pm ti massacriamo», gli dissero. La rapina era stata la prima di una lunga serie dell’estate del 2015, conclusa come ricordiamo con l’omicidio di Pier Luigi Tartari. Ma non c’erano riscontri per l’agguato a Colombani, se non i reperti che i carabinieri del Ris prelevarono: nastro adesivo e fascette e tanto altro. Tutti riscontri andati distrutti. Perchè, durante le indagini, emersero riscontri solo per Mesola, la targa dell’auto di Pajdek e altre prove, per Coronella coi i riconoscimenti fotografici di Pajdek e Ruszo e prova del dna sull’auto rubata alla famiglia Bertelli. Per Villanova di Denore nulla. E allora, la procura chiese e ottenne l’archiviazione. E con essa la distruzione dei reperti. Poi l’inchiesta, fu riaperta con le confessioni di Pajdek e Ruszo. Se fossero stati conservati i reperti, sarebbe bastato incrociarli. Una prova in più per blindare le accuse contro Igor /Norbert.
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