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In tribunale

Processo alla banda e al fantasma Igor

di Daniele Predieri
Processo alla banda e al fantasma Igor

La prima resa dei conti giudiziaria per il killer ricercato. In aula il 13 dicembre, Pajdek e Ruszo a giudizio invece il 26 ottobre

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«Ma c’è qualcuno di importante?» chiedono sul piazzale del tribunale alla vista di fotografi e giornalisti in attesa: «No, aspettiamo solo i “cattivi”», ironizzano i cronisti, rispondendo. I cattivi sono quelli della banda di Igor Vaclavic/Norbert Feher, il killer in fuga da oltre 100 giorni, che assieme ad Ivan Paidek e Patrik Ruszo, tutti e tre trasformarono l’estate di 2 anni fa in una estate del terrore, con una escalation che portò poi all’omicidio di Pier Luigi Tartari. Igor/Norbert non c’è ovviamente, in aula solo il suo fantasma che si materializza solo grazie alla dichiarazione di latitanza. Lo difende Cristian Altieri, d’ufficio che eccepisce al giudice Piera Tassoni e al pm Giuseppe Tittaferrante che a indicare Igor/Norbert come uno dei tre presenti nelle rapine di Mesola, Coronella e Villanova di Denore sono gli altri due complici in modo vago. Ruszo disse accusandolo che «c’era un certo Igor», ma Pajdek più sicura, i due amici e banditi insieme da oltre 10 anni, non ebbe dubbi. Perchè Igor c’era eccome, e non importa se oggi è un fantasma per Alessandro Colombani, unica delle sue vittime ad essere preesente. «Ho qui ancora la cicatrice in testa del colpo con il bastone», indica, «e questo dito non riesco più a muoverlo, 5% di invalidità», mostrando la mano che gli viene fracassatta. «Sono un sopravvissuto, per fortuna, non come altri, e posso dire a Igor, nom so se leggerà o cosa, che io l’ho fregato: perchè picchiando me ho protetto mia madre che era in casa, dove i tre che mi rapinavano e picchiavano volevano entrare per rubare». Se fosse successo, chissà. Meglio non pensarci, meglio pensare al processo che si farà: «Non ci siamo ancora costituiti parte civile - fa eco a Colombani il suo legale Cristian Corvini - ma siamo qui a collaborare con l’accusa, producendo atti, documenti e altro». Il processo contro Igor si farà, il 13 dicembre prossimo, ha deciso il giudice Piera Tassoni su rihiesta del pm Giuseppe Tittaferrante che riprese in mano l’inchiesta sulle tre rapine e le fece “rivivere”(la rapina di Villanova di Denore, archiviata in un primo momento). Per gli altri due complici con il peso morale e giudiziario di aver ucciso Pier Luigi Tartari, Pajdek condannato a 30 anni, Ruszo all’ergastolo, il processo si farà il 26 ottobre, con il rito abbreviato. I loro legali Alessandro Montanari per Pajdek e Patrizia Micai per Ruszo avevano chiesto per Pajdek, di ascoltare una delle vittime Cristina Bertelli rapinata a Coronella col padre invalido, ma non sarebbe in grado dare chiarimenti alle accuse che fece a Paidek di toccamenti al seno (molestie sessuali). Invece per Ruszo era stata chiesta una perizia psichiatrica. Richieste rigettate, dunque vanno a giudizio, tutti e due insieme. Igor, invece, sarà processato da solo: sperando che non sia più un fantasma.



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