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«Forza piccola Safyra continua a lottare»

«Forza piccola Safyra continua a lottare»

La bambina era di ritorno dal campo solare organizzato dalla parrocchia Il parroco don Luciano: in questo momento poche parole e tante preghiere

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OSTELLATO. «È morta. No, è ancora viva ma le sue condizioni sono disperate». È stato un pomeriggio, quello di ieri, pieno di ansie e notizie contraddittorie capaci di viaggiare come schegge tra le vie del paese e i social. «Stiamo calmi e preghiamo Dio - l’invito del sacerdote don Luciano, rimasto in contatto costante con le forze dell’ordine e con la famiglia - La bambina frequenta il campo solare organizzato dalla nostra parrocchia, la notizia di quanto accaduto ci ha distrutti. Siamo vicini ad entrambe le famiglie e chiediamo un miracolo per la piccola».

In tensione anche il sindaco di Ostellato Andrea Marchi e tutta la comunità di Ostellato. «È una strada tremenda - commenta Marchi - tra le più pericolose d’Italia. Al momento on voglio aggiungere altro, non saprei nemmeno cosa dire. È uno di quei casi in cui il silenzio è d’obbligo».

I parenti della bambina camminano avanti e indietro, aspettano notizie e di tanto in tanto si lasciano prendere dalla disperazione. «È così piccola, non è possibile accettare una cosa del genere. Non può morire, deve restare con noi. Era andata al mare, al mare...». La bambina frequentava da qualche giorno uno dei campi solari organizzati dalla parrocchia di Ostellato. Stavano tornando dai Lidi, dopo una mattinata al mare. Il bus su cui viaggiava con altri coetanei, si è fermato proprio davanti alla casa degli zii e le bimbe (con lei c’era anche la cuginetta) sono scese. Le forze dell’ordine, tra le altre cose, stanno anche valutando la questione sicurezza legata al trasporto dei bambini. Il bus si poteva fermare in quel punto? I bambini possono scendere da soli o devono essere comunque consegnati agli adulti o accompagnati in un luogo sicuro? La strada è molto trafficata e in quel punto la viabilità non certo ottimale.

«Non l’ho vista, io non l’ho vista», le poche parole che il ragazzo alla guida dell’auto ha pronunciato. «La rabbia e la disperazione sono alte, ma bisogna valutare bene le colpe. Adesso il cuore è spezzato per tutti, Safyra deve farcela...».

Disperata anche la sorella maggiore Sara, arrivata con la mamma e il papà e poi andata con loro in ospedale. «Abbiamo visto la macchina franare e poi la bambina immobile sulla strada - dicono alcuni testimoni - abbiamo chiamato i soccorsi mentre alcune persone stavano già cercando di rianimarla. Non abbiamo capito più niente, immagini che nessuno ci toglierà mai dalla mente».

«Forza Safyra, forza piccola, cerca di lottare come solo tu sai fare».

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