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Militari morti di amianto «Ipocrisie contro la legge»

Militari morti di amianto «Ipocrisie contro la legge»

Alla Città del ragazzo la commissione parlamentare rilancia la proposta All’ex ospedale di guerra sarà realizzato un percorso museale-didattico

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L’attuale Città del Ragazzo fu il primo ospedale militare per malati di nevrosi di guerra in Italia, fondato nel 1916. Ieri il centro di formazione professionale intitolato a Don Calabria è stato visitato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito, presieduta da Gian Piero Scanu. Obiettivo, la presentazione di un progetto di legge sulla sicurezza del lavoro nelle forze armate, che giace dimenticato da un anno alla Camera, pur essendo stato firmato da 170 onorevoli tra i quali Paola Boldrini. «Questa visita - spiega la deputata ferrarese del Pd, cui si deve l’organizzazione dell’appuntamento - è un modo per attualizzare quel che la commissione fa per tutelare la salute dei militari, in un posto che è un punto di orgoglio di Ferrara». Davanti a prefetto, questore e rappresentanti delle forze dell’ordine, a presentare il testo c’era Raffaele Guariniello, consulente della commissione e a lungo impegnato in indagini sulle morti, dopo essere tornati a casa, di soldati coinvolti nei teatri di guerra. (in provincia si ricorda la vicenda di Francesco Finessi, giovane alpino codigorese morto a 22 anni per un linfoma, ndr). «Quello militare - dice l’ex magistrato - è un mondo assediato da grandi rischi, pensiamo al radon e all’amianto degli elicotteri e delle navi; rischi anche di natura psicosociale, stress e mobbing. Rispetto al privato e al resto del pubblico, in questo ambito ci si è occupati meno di prevenzione: chi ne parlava era considerato un temerario. Oggi le norme non sono adeguate, serve una nuova legge, altrimenti si prosegue nella scelta strategica di trasformare i militari in lavoratori deboli».

La proposta di legge prevede il riconoscimento delle patologie dovute a uranio impoverito e altre sostanze, superando la giurisdizione domestica, cioè del personale interno al settore militare, e non Asl o Direzione territoriale del Lavoro. Ma l’approvazione del testo è un miraggio in questa fine legislatura e gli ostacoli non sono mancati, come emerge dalle parole del presidente di commissione. «Ci sono state tante ipocrisie - sostiene Scanu - Questa visita non è un posticcio inutile, ma un riconoscimento a un luogo in cui tanti hanno operato in favore di chi ha servito la patria».

Alla Città del Ragazzo, ricorda il direttore Giuseppe Sarti, sarà realizzato un percorso museale-didattico permanente su quel passato nosocomiale. «Ricostruiremo - dice Anna Quarzi (Istituto storia contemporanea) - anche il gabinetto diagnostico dello psichiatra Boschi e l’atelier di De Chirico, che venne qui ospitato, dove realizzò i suoi quadri metafisici». Tra i partner del progetto, il Comune, le associazioni De Humanitate Sanctae Annae e Pico Cavalieri, il liceo Dosso Dossi e l’azienda Tryeco 2.0.

Fabio Terminali

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