sant’agostino
Perdite dal “ponte tubo” La condotta sarà sostituita
SANT’AGOSTINO. Quando le abbondanti precipitazioni fecero fuoriuscire un certo quantitativo di acque nere nel canale Cer, a Sant’Agostino, era stata la Lega Nord ad andare su tutte le furie,...
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SANT’AGOSTINO. Quando le abbondanti precipitazioni fecero fuoriuscire un certo quantitativo di acque nere nel canale Cer, a Sant’Agostino, era stata la Lega Nord ad andare su tutte le furie, allarmando dello sversamento.
Seguirono varie polemiche: dall’uscita dell’attuale sindaco, Roberto Lodi, allora in piena campagna elettorale, al consigliere regionale della Ln, Marco Pettazzoni, che inviò quasi in tempo reale un’interrogazione all’assemblea legislativa. Per chiedere conto dell’accaduto.
«Non si può giustificare uno sversamento, per quanto contenuto – dice Pettazzoni - asserendo che le precipitazioni dello scorso 15 maggio sono state eccezionali. Le condotte del “Ponte tubo” erano corrose da tempo ed era prevedibile che “acque nere” potessero riversarsi nel Cer, come difatti è accaduto».
I 50 millimetri di pioggia caduti in 30 minuti, proprio quel giorno, non hanno fatto altro che mettere a nudo il problema: «Il funzionamento a sezione piena ha determinato la fuoriuscita parziale di acque miste», si è sentito rispondere il consigliere leghista dalla Regione, attraverso Arpae. «Ma una tubatura di quel tipo – osservano lo stesso Pettazzoni, ed il segretario locale della Lega, Gianfranco Guizzardi – dev’essere concepita anche per funzionare a pieno regime. Dunque? La risposta arrivata dalla giunta regionale, su indicazione dell’Arpae, è un’ammissione di incuria: si ammette che la condotta presenta diversi punti di ammaloramento, nella parte superiore, dovuti a fenomeni di corrosione. Per cui, l’eccezionalità del fenomeno atmosferico non giustifica il fatto che questo sversamento, prima o dopo, si sarebbe potuto verificare».
In previsione, c’è ora un intervento "tampone" di rivestimento della parte superiore della condotta del ponte “tubo”, la quale verrà poi sostituita da Hera entro un anno. «Grazie al nostro interessamento – ribadiscono Pettazzoni e Guizzardi – abbiamo finalmente ottenuto tempi e progetti certi per la risoluzione del problema».
Intanto, si terranno gli occhi bene aperti, in paese, per verificare se tutto andrà come prospettato.
Seguirono varie polemiche: dall’uscita dell’attuale sindaco, Roberto Lodi, allora in piena campagna elettorale, al consigliere regionale della Ln, Marco Pettazzoni, che inviò quasi in tempo reale un’interrogazione all’assemblea legislativa. Per chiedere conto dell’accaduto.
«Non si può giustificare uno sversamento, per quanto contenuto – dice Pettazzoni - asserendo che le precipitazioni dello scorso 15 maggio sono state eccezionali. Le condotte del “Ponte tubo” erano corrose da tempo ed era prevedibile che “acque nere” potessero riversarsi nel Cer, come difatti è accaduto».
I 50 millimetri di pioggia caduti in 30 minuti, proprio quel giorno, non hanno fatto altro che mettere a nudo il problema: «Il funzionamento a sezione piena ha determinato la fuoriuscita parziale di acque miste», si è sentito rispondere il consigliere leghista dalla Regione, attraverso Arpae. «Ma una tubatura di quel tipo – osservano lo stesso Pettazzoni, ed il segretario locale della Lega, Gianfranco Guizzardi – dev’essere concepita anche per funzionare a pieno regime. Dunque? La risposta arrivata dalla giunta regionale, su indicazione dell’Arpae, è un’ammissione di incuria: si ammette che la condotta presenta diversi punti di ammaloramento, nella parte superiore, dovuti a fenomeni di corrosione. Per cui, l’eccezionalità del fenomeno atmosferico non giustifica il fatto che questo sversamento, prima o dopo, si sarebbe potuto verificare».
In previsione, c’è ora un intervento "tampone" di rivestimento della parte superiore della condotta del ponte “tubo”, la quale verrà poi sostituita da Hera entro un anno. «Grazie al nostro interessamento – ribadiscono Pettazzoni e Guizzardi – abbiamo finalmente ottenuto tempi e progetti certi per la risoluzione del problema».
Intanto, si terranno gli occhi bene aperti, in paese, per verificare se tutto andrà come prospettato.
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