la fials contesta le 11 ore notturne
Asl, raccolta di firme contro i maxi-turni
Una raccolta di firme per opporsi all’obbligo di turno di notte di 11 ore nei servizi ospedalieri territoriali. È l’azione annunciata dal sindacato Fials contro la delibera Usl (la 122 di quest’anno)...
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Una raccolta di firme per opporsi all’obbligo di turno di notte di 11 ore nei servizi ospedalieri territoriali. È l’azione annunciata dal sindacato Fials contro la delibera Usl (la 122 di quest’anno) che dal 1º aprile ha introdotto la contestata novità, che ora è stata confermata. «È controproducente, costringere gli operatori sanitari, in gran parte over 50, a svolgere 11 ore di notte, con un incremento del carico di lavoro notturno, conseguente alla nuova riorganizzazione dei turni - si legge in una nota della segretaria provinciale Fials Mirella Boschetti - La salute dei lavoratori, il clima organizzativo, sono elementi imprescindibili per il buon funzionamento dei servizi sanitari». E se la coperta è corta, continua la rappresentante sindacale «bisogna assumere, non continuare a spremere i lavoratori, sempre gli stessi, quelli che fanno funzionare i servizi».
La Fials interviene inoltre per sgombrare il campo da qualsiasi insinuazione su una sua compartecipazione alla scelta aziendale, e anzi ribadisce la propria coerenza nel ribadire la totale contrarietà, ricordando di essersi espresso chiaramente in più occasioni: a febbraio di fronte alla Direzione infermieristica, nel corso del tavolo tecnico a inizio giugno e ancora, due settimane dopo, alla riunione sindacale. Il sindacato contesta inoltre l’assunto che il turno di 11 ore sia previsto dalla legge 161 del 2014, dal momento che «l’ azienda ospedaliera-universitaria di Ferrara, ha mantenuto le 10 ore notturne». Per funzionare, conclude Boschetti, quella legge non ha bisogno di maxi turni, ma di dotazioni organiche adeguate. La politica dei tagli del personale, soprattutto quelle operate sui lavoratori che fanno funzionare i servizi sanitari diretti ai cittadini, ne rende rigida l’applicazione e diventa un ulteriore ostacolo alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro».
La Fials interviene inoltre per sgombrare il campo da qualsiasi insinuazione su una sua compartecipazione alla scelta aziendale, e anzi ribadisce la propria coerenza nel ribadire la totale contrarietà, ricordando di essersi espresso chiaramente in più occasioni: a febbraio di fronte alla Direzione infermieristica, nel corso del tavolo tecnico a inizio giugno e ancora, due settimane dopo, alla riunione sindacale. Il sindacato contesta inoltre l’assunto che il turno di 11 ore sia previsto dalla legge 161 del 2014, dal momento che «l’ azienda ospedaliera-universitaria di Ferrara, ha mantenuto le 10 ore notturne». Per funzionare, conclude Boschetti, quella legge non ha bisogno di maxi turni, ma di dotazioni organiche adeguate. La politica dei tagli del personale, soprattutto quelle operate sui lavoratori che fanno funzionare i servizi sanitari diretti ai cittadini, ne rende rigida l’applicazione e diventa un ulteriore ostacolo alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro».
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