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Flai: in agricoltura preferiti i migranti
«È difficile condividere il punto di vista espresso in questi giorni da alcuni agricoltori in merito al giudizio per cui tra i lavoratori italiani e l’agricoltura sia emersa una certa incompatibilità»...
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«È difficile condividere il punto di vista espresso in questi giorni da alcuni agricoltori in merito al giudizio per cui tra i lavoratori italiani e l’agricoltura sia emersa una certa incompatibilità».
Parte così la nota firmata da Cristiano Pistone segretario generale della Flai-Cgil. «La Flai Cgil ha un osservatorio - prosegue Pistone - basato su riscontri diretti con i lavoratori, che ci consegna una situazione diversa, ovvero, sono tanti i lavoratori italiani che vorrebbero prestare attività nelle aziende agricole ma spesso trovano la porta chiusa in quanto sono le stesse aziende che respingono le richieste, giustificando il fatto che assumono solo lavoratori migranti».
Un collocamento pubblico, secondo la Flai, «basato su metodi trasparenti, eviterebbe alcune problematiche relative all’utilizzo di manodopera in agricoltura presenti anche sul territorio ferrarese. Tra queste riscontriamo anche l’utilizzo degli appalti in agricoltura, attraverso cooperative provenienti da fuori Regione. L’utilizzo degli appalti è regolato dalle normative vigenti e dalla contrattazione provinciale».
La Flai in chiusura ricorda che esiste a Ferrara un Osservatorio Unico Agricolo, composto da tutti i soggetti sindacali e datoriali che nasce proprio per permettere il confronto e la discussione di problematiche come quelle emerse in questi giorni e che si riunisce regolarmente a scadenza constante. La problematica - conclude la nota non è nuova, la Flai-Cgil è sempre stata e sarà disponibile ad un confronto con tutti i soggetti interessati a discuterne e a cercare soluzioni, a partire proprio dalle associazioni agricole, con le quali le corrette relazioni sindacali sono state alla base di tutti i confronti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Parte così la nota firmata da Cristiano Pistone segretario generale della Flai-Cgil. «La Flai Cgil ha un osservatorio - prosegue Pistone - basato su riscontri diretti con i lavoratori, che ci consegna una situazione diversa, ovvero, sono tanti i lavoratori italiani che vorrebbero prestare attività nelle aziende agricole ma spesso trovano la porta chiusa in quanto sono le stesse aziende che respingono le richieste, giustificando il fatto che assumono solo lavoratori migranti».
Un collocamento pubblico, secondo la Flai, «basato su metodi trasparenti, eviterebbe alcune problematiche relative all’utilizzo di manodopera in agricoltura presenti anche sul territorio ferrarese. Tra queste riscontriamo anche l’utilizzo degli appalti in agricoltura, attraverso cooperative provenienti da fuori Regione. L’utilizzo degli appalti è regolato dalle normative vigenti e dalla contrattazione provinciale».
La Flai in chiusura ricorda che esiste a Ferrara un Osservatorio Unico Agricolo, composto da tutti i soggetti sindacali e datoriali che nasce proprio per permettere il confronto e la discussione di problematiche come quelle emerse in questi giorni e che si riunisce regolarmente a scadenza constante. La problematica - conclude la nota non è nuova, la Flai-Cgil è sempre stata e sarà disponibile ad un confronto con tutti i soggetti interessati a discuterne e a cercare soluzioni, a partire proprio dalle associazioni agricole, con le quali le corrette relazioni sindacali sono state alla base di tutti i confronti».
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