la storia di andrea lauducci
L’ingegnere che ama i vini così è nata una nuova enoteca
Avere quasi 35 anni, una professione solida alle spalle, e scegliere il rischio imprenditoriale non è da tutti. Ne ha avuto molto di coraggio Andrea Lauducci, che, dal primo aprile, data un po’...
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Avere quasi 35 anni, una professione solida alle spalle, e scegliere il rischio imprenditoriale non è da tutti. Ne ha avuto molto di coraggio Andrea Lauducci, che, dal primo aprile, data un po’ insolita per inaugurare un’attività, ha iniziato la sua seconda vita professionale gestendo l’enoteca Botrrytis, in via de’ Romei 30 a Ferrara.
Laureato in ingegneria del suono al Politecnico di Milano, Andrea fino a pochi mesi fa faceva l’ingegnere, professione che ha svolto per tre anni. Da 6 sei si è trasferito a Ferrara, dopo essere venuto per studiare all’Università, dipartimento di acustica.
Dopo la laurea inizia a lavorare come ingegnere, ma con il tempo ha sentito che gli stimoli dalla sua professione vengono a mancare.
Nel frattempo, si è iscritto a un corso per sommelier e ha scoperto che il vino era la sua grande passione.
«Pensavo già di cambiare, facilitato dal fatto che in Italia il settore eno-gastronomico non va mai in crisi. Ho scoperto che mi piaceva suggerire abbinamenti con il vino, e questa era la parte più bella, insieme al fatto che quando si va in giro a visitare cantine, in Italia e all’estero, si ha l’opportunità e il privilegio di conoscere un territorio e la sua cultura».
L’investimento economico per aprire l’enoteca è stato notevole, serviranno ancora un paio d’anni per rientrare, ma Andrea non si è fatto intimidire. «Ho ritenuto - dice ancora- che questo fosse il momento più opportuno per investire e aprire l’enoteca».
La concorrenza nel settore delle enoteche, intese solo come punto vendita, «non si fa sentire, perché non sono tante le enoteche come la mia, prevalgono quelle con cucina. Inoltre non c’è neanche la concorrenza con la grande distribuzione, perché i vini che vendo ovviamente non si trovano nelle catene», spiega Andrea. L’enoteca propone vini suddivisi per regioni italiane, o provenienti anche dall’estero: ampia scelta di bianchi, rossi, distillati, spumante, birre artigianali. Il tutto è completato da una offerta gastronomica di taralli prodotti artigianalmente e cioccolato naturale. L’ambiente dell’enoteca è minimalista ed elegante allo stesso tempo; prevale il colore bianco e c’è molta luce. Il lampadario è stato fatto a mano da un artigiano, così come gli scaffali e il bancone da un fabbro. «L’idea è stata quella di scegliere un arredamento corrispondente al vino, raffinato», dice Andrea. Per scegliere i vini, Andrea si reca alle fiere, dove parla con i produttori: «Quando posso visito qualche cantina importante, ma da quando è nata mia figlia molto meno; scelgo comunque tanti piccoli produttori che fanno prodotti ottimi».
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Laureato in ingegneria del suono al Politecnico di Milano, Andrea fino a pochi mesi fa faceva l’ingegnere, professione che ha svolto per tre anni. Da 6 sei si è trasferito a Ferrara, dopo essere venuto per studiare all’Università, dipartimento di acustica.
Dopo la laurea inizia a lavorare come ingegnere, ma con il tempo ha sentito che gli stimoli dalla sua professione vengono a mancare.
Nel frattempo, si è iscritto a un corso per sommelier e ha scoperto che il vino era la sua grande passione.
«Pensavo già di cambiare, facilitato dal fatto che in Italia il settore eno-gastronomico non va mai in crisi. Ho scoperto che mi piaceva suggerire abbinamenti con il vino, e questa era la parte più bella, insieme al fatto che quando si va in giro a visitare cantine, in Italia e all’estero, si ha l’opportunità e il privilegio di conoscere un territorio e la sua cultura».
L’investimento economico per aprire l’enoteca è stato notevole, serviranno ancora un paio d’anni per rientrare, ma Andrea non si è fatto intimidire. «Ho ritenuto - dice ancora- che questo fosse il momento più opportuno per investire e aprire l’enoteca».
La concorrenza nel settore delle enoteche, intese solo come punto vendita, «non si fa sentire, perché non sono tante le enoteche come la mia, prevalgono quelle con cucina. Inoltre non c’è neanche la concorrenza con la grande distribuzione, perché i vini che vendo ovviamente non si trovano nelle catene», spiega Andrea. L’enoteca propone vini suddivisi per regioni italiane, o provenienti anche dall’estero: ampia scelta di bianchi, rossi, distillati, spumante, birre artigianali. Il tutto è completato da una offerta gastronomica di taralli prodotti artigianalmente e cioccolato naturale. L’ambiente dell’enoteca è minimalista ed elegante allo stesso tempo; prevale il colore bianco e c’è molta luce. Il lampadario è stato fatto a mano da un artigiano, così come gli scaffali e il bancone da un fabbro. «L’idea è stata quella di scegliere un arredamento corrispondente al vino, raffinato», dice Andrea. Per scegliere i vini, Andrea si reca alle fiere, dove parla con i produttori: «Quando posso visito qualche cantina importante, ma da quando è nata mia figlia molto meno; scelgo comunque tanti piccoli produttori che fanno prodotti ottimi».
Veronica Capucci
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