Stangata due anni dopo la multa per gli interessi sulle spese postali
Due casi fotocopia in pochi giorni: pagata la contravvenzione di 41 euro, è arrivato il conto extra I 2,5 euro di commissione sono lievitati fino a 60 euro. «Con questi tassi, investirò nella Municipale»
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Hanno pagato puntualmente la multa di 41 euro, ma al momento del versamento in posta qualcosa è andato storto perché sono stati tralasciati i pochi euro (due e mezzo) di spese postali. E ora, a distanza di due anni, quel piccolo ammanco è lievitato fino a superare l’importo della multa stessa, presentando un conto extra di quasi 60 euro.
Una stangata del tutto inattesa, e per molti versi intollerabile, quella che due cittadini ferraresi hanno ricevuto a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Due casi segnalati alla “Nuova” ma che potrebbero risultare anche più numerosi. Entrambi risalgono alla primavera di due anni fa e bisogna premettere che nessuno dei due contesta la multa originaria - che hanno pagato senza indugio - ma il fatto che la contestazione delle mancate spese postali sia arrivata ben due anni dopo, e che in questo periodo quella piccola somma sia lievitata fino a raggiungere la ragguardevole somma di quasi 60 euro. Tassi a dir poco stellari, sintetizza uno dei due interessati. Si tratta di un signore che risiede nella zona di via Poledrelli dove, nella primavera 2015, aveva lasciato l’auto in divieto di sosta, nel giorno della pulizia della strada. «Il 21 maggio - racconta - mi è stata notificata una raccomandata per oblazione da eseguire entro cinque giorni, pari a 41 euro più spese. Il 25 maggio, quindi entro i termini previsti, ho provveduto a pagare 41 euro alle poste». Nel giugno di quest’anno però, quando ormai la faccenda era stata dimenticata, il signore si vede recapitare dalla Polizia Municipale «una raccomandata con allegato un bollettino postale con la richiesta di versamento di euro 58,30 relativa a un verbale del 18 maggio 2015». Ne è seguita un’ovvia richiesta di spiegazioni al Comando: «La funzionaria dell’ufficio mi ha cortesemente informato che la cifra di 58,30 euro che dovevo pagare era dovuta al fatto che con il bollettino avevo pagato solo 41 euro e non 43,5 euro come dovuto, ovvero 41 più 2,5 di spese». Si può immaginare la rabbia e la sorpresa di vedersi richiedere la somma con quel carico di interessi. Alla fine, colui che si definisce un “cittadino esterrefatto e conscio della sua impotenza nei confronti delle istituzioni”, riesce anche a pescare una riserva di ironia: «Sono pertanto a condividere quanto accadutomi per chiedere se è possibile investire i miei risparmi nella Municipale di Ferrara perché solo loro, a fronte di 2,5 euro, sono in grado di incassare legalmente tali interessi».
Esperienza fotocopia, e altrettanto sconfortante, per una vedova ferrarese: stesso il periodo della prima multa: maggio 2015; stessa la somma da pagare 41 euro; quasi uguale l’importo delle spese postali (3,5 euro), e simile anche la botta finale: 59,36 euro. Dove stia l’inghippo del mancato pagamento delle spese postali non è ben chiaro (bollettino incompleto? Dimenticanza? Errore durante la procedura’, indubbio è che il conto finale risulti insopportabilmente salato e sproporzionato.
Alessandra Mura
Una stangata del tutto inattesa, e per molti versi intollerabile, quella che due cittadini ferraresi hanno ricevuto a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Due casi segnalati alla “Nuova” ma che potrebbero risultare anche più numerosi. Entrambi risalgono alla primavera di due anni fa e bisogna premettere che nessuno dei due contesta la multa originaria - che hanno pagato senza indugio - ma il fatto che la contestazione delle mancate spese postali sia arrivata ben due anni dopo, e che in questo periodo quella piccola somma sia lievitata fino a raggiungere la ragguardevole somma di quasi 60 euro. Tassi a dir poco stellari, sintetizza uno dei due interessati. Si tratta di un signore che risiede nella zona di via Poledrelli dove, nella primavera 2015, aveva lasciato l’auto in divieto di sosta, nel giorno della pulizia della strada. «Il 21 maggio - racconta - mi è stata notificata una raccomandata per oblazione da eseguire entro cinque giorni, pari a 41 euro più spese. Il 25 maggio, quindi entro i termini previsti, ho provveduto a pagare 41 euro alle poste». Nel giugno di quest’anno però, quando ormai la faccenda era stata dimenticata, il signore si vede recapitare dalla Polizia Municipale «una raccomandata con allegato un bollettino postale con la richiesta di versamento di euro 58,30 relativa a un verbale del 18 maggio 2015». Ne è seguita un’ovvia richiesta di spiegazioni al Comando: «La funzionaria dell’ufficio mi ha cortesemente informato che la cifra di 58,30 euro che dovevo pagare era dovuta al fatto che con il bollettino avevo pagato solo 41 euro e non 43,5 euro come dovuto, ovvero 41 più 2,5 di spese». Si può immaginare la rabbia e la sorpresa di vedersi richiedere la somma con quel carico di interessi. Alla fine, colui che si definisce un “cittadino esterrefatto e conscio della sua impotenza nei confronti delle istituzioni”, riesce anche a pescare una riserva di ironia: «Sono pertanto a condividere quanto accadutomi per chiedere se è possibile investire i miei risparmi nella Municipale di Ferrara perché solo loro, a fronte di 2,5 euro, sono in grado di incassare legalmente tali interessi».
Esperienza fotocopia, e altrettanto sconfortante, per una vedova ferrarese: stesso il periodo della prima multa: maggio 2015; stessa la somma da pagare 41 euro; quasi uguale l’importo delle spese postali (3,5 euro), e simile anche la botta finale: 59,36 euro. Dove stia l’inghippo del mancato pagamento delle spese postali non è ben chiaro (bollettino incompleto? Dimenticanza? Errore durante la procedura’, indubbio è che il conto finale risulti insopportabilmente salato e sproporzionato.
Alessandra Mura
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