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«Forse ha inciso la velocità» Gianella: è un dolore per tutti
GORO. Nancy, il motopesca blu che Ferrara stava pilotando al momento dello schianto contro una briccola nella sacca di Goro, è ora sotto sequestro, all’interno del cantiere nautico. In porto...
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GORO. Nancy, il motopesca blu che Ferrara stava pilotando al momento dello schianto contro una briccola nella sacca di Goro, è ora sotto sequestro, all’interno del cantiere nautico. In porto incredulità e sgomento si fondono con rabbia e dolore, per l’incidente costato la vita ad un altro giovane pescatore. Il 21 aprile scorso, un violentissimo impatto tra due motopesca, aveva purtroppo registrato un bilancio tragico, con il decesso sul colpo di un pescatore 18enne, Alex Ballarini e con il ferimento di due trasportati, il padre del ragazzo, Jimmy, e di un amico, preso a bordo, a seguito di avaria della imbarcazione su cui quest’ultimo stava lavorando.
«Potrebbe esser dipeso da un attimo di distrazione - commenta Fausto Gianella, presidente della cooperativa -, mentre stava controllando la strumentazione di bordo. Non c’era foschia in sacca. È difficile capire come possa essere successo uno scontro così violento contro una briccola».
Saranno le indagini dell’Ufficio locale marittimo di Goro a far chiarezza sull’accaduto, ma come hanno fatto notare alcuni pescatori sul porto, «purtroppo non ha avuto scampo, perché si è inforcato. La briccola è formata da tre pali. Potrebbe aver inciso la velocità».
Ferrara era poco conosciuto dai pescatori di Goro, non solo perché originario del Casertano, domiciliato a Chioggia, ma anche perché con il fratello Carlo, presidente della Cooperativa Pescatori Volano, gestiva una concessione dedita alla molluschicoltura alla foce del Po, nella parte più periferica della Sacca di Goro. Ancora non è dato a sapere se sarà organizzato il lutto della pesca, in concomitanza con i funerali del pescatore 45enne, che con ogni probabilità saranno celebrati a Chioggia. «È un dolore per tutti, un altro incidente sul lavoro per un pescatore. Ferrara non faceva parte del comparto della cooperative di pesca di Goro - aggiunge Gianella -, non sappiamo ancora quali iniziative saranno adottate».
Intanto, la salma dell’uomo resta all’Istituto di medicina legale dell’ospedale di Cona a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Katia Romagnoli
«Potrebbe esser dipeso da un attimo di distrazione - commenta Fausto Gianella, presidente della cooperativa -, mentre stava controllando la strumentazione di bordo. Non c’era foschia in sacca. È difficile capire come possa essere successo uno scontro così violento contro una briccola».
Saranno le indagini dell’Ufficio locale marittimo di Goro a far chiarezza sull’accaduto, ma come hanno fatto notare alcuni pescatori sul porto, «purtroppo non ha avuto scampo, perché si è inforcato. La briccola è formata da tre pali. Potrebbe aver inciso la velocità».
Ferrara era poco conosciuto dai pescatori di Goro, non solo perché originario del Casertano, domiciliato a Chioggia, ma anche perché con il fratello Carlo, presidente della Cooperativa Pescatori Volano, gestiva una concessione dedita alla molluschicoltura alla foce del Po, nella parte più periferica della Sacca di Goro. Ancora non è dato a sapere se sarà organizzato il lutto della pesca, in concomitanza con i funerali del pescatore 45enne, che con ogni probabilità saranno celebrati a Chioggia. «È un dolore per tutti, un altro incidente sul lavoro per un pescatore. Ferrara non faceva parte del comparto della cooperative di pesca di Goro - aggiunge Gianella -, non sappiamo ancora quali iniziative saranno adottate».
Intanto, la salma dell’uomo resta all’Istituto di medicina legale dell’ospedale di Cona a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Katia Romagnoli
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