Il bus della parrocchia aveva cambiato percorso
Il venerdì della tragedia è arrivato dalla parte opposta rispetto al solito La bimba ha attraversato la provinciale perché lasciata sula strada
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OSTELLATO. Il bus della parrocchia che ha portato Saphira Carli, la sua cuginetta e tanti altri bambini da Comacchio a Ostellato dopo il campo solare in spiaggia il giorno della tragedia avrebbe fatto un altro percorso.
Stando a quanto raccontato da alcuni testimoni, gli zii di Saphira stavano aspettando le piccole nel cortile di casa, al civico 3, che si trova sulla destra della strada provinciale direzione Ferrara. Il bus dei centri estivi da giorni si fermava lì davanti e così avrebbe dovuto fare anche venerdì scorso.
Per cause al vaglio degli inquirenti, invece, il mezzo è arrivato dalla parte opposta, da Ferrara verso il mare, l’autista ha accostato sul ciglio della strada, le porte si sono aperte e le piccole sono scese. Con loro, a quanto pare, nessun accompagnatore e le bimbe, considerata l’età e la non esperienza, si sono dirette verso il retro del mezzo (si raccomanda sempre di spettare che il bus vada via oppure di passare dalla parte anteriore, così da essere ben visibili anche da coloro che arrivano dal verso di marcia contrario).
Le bambine hanno dunque attraversato una delle strade più pericolose d’Italia in un punto senza alcun tipo di segnaletica: niente fermata segnalata, niente cartelli, niente attraversamento pedonale. Una strada con poca visibilità e senza vie di fuga.
Il destino, tragico, ha voluto che in quel momento si trovasse a viaggiare dai Lidi verso Ferrara Andrea Stagni a bordo della sua Fiat Punto. Al vaglio la velocità a cui viaggiava il mezzo anche se sempre secondo i testimoni Stagni sembrava procedere nei limiti. Ma i limiti non possono certo salvare da un impatto micidiale una bambina di nove anni che senza protezione alcuna finisce sotto una macchina e batte violentemente la testa prima sul parabrezza e poi sull’asfalto.
Il bus, intanto, aveva già ingranato la prima ed era ripartito anche se alcuni bambini hanno visto la scena dai finestrini. Quando le forze dell’ordine sono arrivate sul posto, il mezzo non c’era e l’autista, rintracciato immediatamente, stava terminando il suo giro.
Nei prossimi giorni la dinamica e le conseguenti responsabilità saranno certamente più chiare e anche se Saphira non potrà più tornare, un senso se mai un senso esiste davanti a una tragedia di questa portata, forse potrà trovarsi.
Stando a quanto raccontato da alcuni testimoni, gli zii di Saphira stavano aspettando le piccole nel cortile di casa, al civico 3, che si trova sulla destra della strada provinciale direzione Ferrara. Il bus dei centri estivi da giorni si fermava lì davanti e così avrebbe dovuto fare anche venerdì scorso.
Per cause al vaglio degli inquirenti, invece, il mezzo è arrivato dalla parte opposta, da Ferrara verso il mare, l’autista ha accostato sul ciglio della strada, le porte si sono aperte e le piccole sono scese. Con loro, a quanto pare, nessun accompagnatore e le bimbe, considerata l’età e la non esperienza, si sono dirette verso il retro del mezzo (si raccomanda sempre di spettare che il bus vada via oppure di passare dalla parte anteriore, così da essere ben visibili anche da coloro che arrivano dal verso di marcia contrario).
Le bambine hanno dunque attraversato una delle strade più pericolose d’Italia in un punto senza alcun tipo di segnaletica: niente fermata segnalata, niente cartelli, niente attraversamento pedonale. Una strada con poca visibilità e senza vie di fuga.
Il destino, tragico, ha voluto che in quel momento si trovasse a viaggiare dai Lidi verso Ferrara Andrea Stagni a bordo della sua Fiat Punto. Al vaglio la velocità a cui viaggiava il mezzo anche se sempre secondo i testimoni Stagni sembrava procedere nei limiti. Ma i limiti non possono certo salvare da un impatto micidiale una bambina di nove anni che senza protezione alcuna finisce sotto una macchina e batte violentemente la testa prima sul parabrezza e poi sull’asfalto.
Il bus, intanto, aveva già ingranato la prima ed era ripartito anche se alcuni bambini hanno visto la scena dai finestrini. Quando le forze dell’ordine sono arrivate sul posto, il mezzo non c’era e l’autista, rintracciato immediatamente, stava terminando il suo giro.
Nei prossimi giorni la dinamica e le conseguenti responsabilità saranno certamente più chiare e anche se Saphira non potrà più tornare, un senso se mai un senso esiste davanti a una tragedia di questa portata, forse potrà trovarsi.
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