Il dolore per Saphira negli occhi dei bambini
Parla lo zio: «I miei nipoti avevano sentito l’auto e hanno gridato di fermarsi» L’impegno del parroco per i piccoli testimoni dell’incidente. Giovedì i funerali
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OSTELLATO. «Se solo non ci fosse stato brutto tempo venerdì scorso o se solo avessi avuto cinque secondi in più per uscire, non saremmo qui a piangere una disgrazia così grande. Saphira aveva tutta una vita davanti. Siamo distrutti».
Fissando con lo sguardo il punto in cui si è verificato il drammatico incidente stradale, che purtroppo non ha lasciato scampo alla piccola Saphira, lo zio Fabrizio, continua ad interrogarsi ed a lacerarsi in un dolore, che è diventato il dolore delle comunità di Campolungo, Ostellato e di Comacchio, da cui proviene la famiglia Carli.
«I miei figli e due nipoti avevano già attraversato la strada - racconta con un nodo in gola lo zio di Saphira -, mentre Saphira era scesa per ultima dal pulmino e quando uno dei miei nipoti ha sentito in lontananza che stava arrivando un’automobile, le ha gridato di fermarsi».
Tutto purtroppo è successo in una frazione di secondi. Saphira si ferma, secondo il racconto, sulla linea di mezzeria, particolare fissato con un gesso dai rilievi stradali, poi viene letteralmente caricata dall’autovettura sopraggiunta dalla direzione opposta a quella del pulmino, sbalzata in aria, sino all’impatto fatale a diversi metri di distanza.
«Non siamo stati avvisati che i bimbi per maltempo sarebbero rientrati prima - prosegue zio Fabrizio -; dalla finestra abbiamo visto arrivare il pulmino da Ostellato, in anticipo rispetto all’orario solito e ci siamo affrettati ad uscire, per andare a prendere i ragazzi. È stato un attimo, poi ho visto volar via una figura caricata da un’auto. Pensavo che fosse stato travolto un ciclista di passaggio».
Il dramma si è consumato davanti agli occhi dei bimbi che hanno assistito a scene agghiaccianti. L’aiuto della parrocchia e della comunità sarà determinante per quei ragazzini che rientravano da una mattinata spensierata, per affrontare e superare lo shock.
Don Luciano Domeneghetti, parroco di Ostellato, esorta tutti «a stare vicini a coloro che sono coinvolti in questa tragedia con la preghiera e con il silenzio. Oggi (ieri, ndr) - prosegue il parroco - abbiamo cercato di stare con i ragazzi, facendo loro compagnia, pregando e facendo attività ricreativa. Si percepisce un’atmosfera diversa, ma bisogna incoraggiarli a guardare avanti con segno di speranza e di fede».
Don Luciano ha ribadito a Irene ed a Pasquale Carli, i genitori della piccola Saphira, come tutto il paese sia loro vicino, a testimonianza di una solida comunità cristiana. La zia Adele che insieme al marito Fabrizio attendeva il rientro del pulmino, invoca «tutti i giornalisti a fare qualcosa, segnalando la pericolosità di questa strada. Quando passa una moto si vede solo un puntino passare, anche le macchine sfrecciare».
Nel frattempo, all’ospedale del Delta, una volta ottenuto il nullaosta, sarà allestita la camera ardente. I funerali saranno celebrati nella giornata di giovedì.
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Fissando con lo sguardo il punto in cui si è verificato il drammatico incidente stradale, che purtroppo non ha lasciato scampo alla piccola Saphira, lo zio Fabrizio, continua ad interrogarsi ed a lacerarsi in un dolore, che è diventato il dolore delle comunità di Campolungo, Ostellato e di Comacchio, da cui proviene la famiglia Carli.
«I miei figli e due nipoti avevano già attraversato la strada - racconta con un nodo in gola lo zio di Saphira -, mentre Saphira era scesa per ultima dal pulmino e quando uno dei miei nipoti ha sentito in lontananza che stava arrivando un’automobile, le ha gridato di fermarsi».
Tutto purtroppo è successo in una frazione di secondi. Saphira si ferma, secondo il racconto, sulla linea di mezzeria, particolare fissato con un gesso dai rilievi stradali, poi viene letteralmente caricata dall’autovettura sopraggiunta dalla direzione opposta a quella del pulmino, sbalzata in aria, sino all’impatto fatale a diversi metri di distanza.
«Non siamo stati avvisati che i bimbi per maltempo sarebbero rientrati prima - prosegue zio Fabrizio -; dalla finestra abbiamo visto arrivare il pulmino da Ostellato, in anticipo rispetto all’orario solito e ci siamo affrettati ad uscire, per andare a prendere i ragazzi. È stato un attimo, poi ho visto volar via una figura caricata da un’auto. Pensavo che fosse stato travolto un ciclista di passaggio».
Il dramma si è consumato davanti agli occhi dei bimbi che hanno assistito a scene agghiaccianti. L’aiuto della parrocchia e della comunità sarà determinante per quei ragazzini che rientravano da una mattinata spensierata, per affrontare e superare lo shock.
Don Luciano Domeneghetti, parroco di Ostellato, esorta tutti «a stare vicini a coloro che sono coinvolti in questa tragedia con la preghiera e con il silenzio. Oggi (ieri, ndr) - prosegue il parroco - abbiamo cercato di stare con i ragazzi, facendo loro compagnia, pregando e facendo attività ricreativa. Si percepisce un’atmosfera diversa, ma bisogna incoraggiarli a guardare avanti con segno di speranza e di fede».
Don Luciano ha ribadito a Irene ed a Pasquale Carli, i genitori della piccola Saphira, come tutto il paese sia loro vicino, a testimonianza di una solida comunità cristiana. La zia Adele che insieme al marito Fabrizio attendeva il rientro del pulmino, invoca «tutti i giornalisti a fare qualcosa, segnalando la pericolosità di questa strada. Quando passa una moto si vede solo un puntino passare, anche le macchine sfrecciare».
Nel frattempo, all’ospedale del Delta, una volta ottenuto il nullaosta, sarà allestita la camera ardente. I funerali saranno celebrati nella giornata di giovedì.
Katia Romagnoli
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