La guglia è tornata sul campanile della basilica
Don Guizzardi: «Questo sia un segno di protezione dal cielo» A San Biagio i lavori di recupero strutturale sono quasi finiti
3 MINUTI DI LETTURA
CENTO. «È' bello veder tornare “a casa” la punta del campanile. Un altro segno e che Cento, dopo il terremoto, sta tornando alla normalità. Ora dall'alto del campanile, San Biagio è tornato a vigilare sulla città». Così molti centesi hanno commentato ieri con emozione il ritorno della guglia in cima al campanile di San Biagio. E con loro anche don Guizzardi, che ha ribadito come «il ritorno della guglia sia un segno di protezione dal Cielo».
Tante persone che ieri mattina in centro hanno seguito con attenzione e trepidazione le operazioni di sollevamento e installazione della punta della torre campanaria. Per portare a termine quest'intervento, l'impresa centese Ahrcos ha fatto arrivare a Cento, una delle autogru più grandi della regione, con un braccio di 70 metri.
Dopo gli eventi sismici del 2012 e a 5 anni dal momento in cui è stata smontata dai vigili del fuoco, proprio in vista del suo ritorno “a casa”, la guglia - riferisce Alessandro Battaglia, amministratore unico di Ahrcos - «è stata in questi mesi ripulita, riaperta e riconsolidata». Fino a ieri mattina, quando circondata da catene e tiranti, la guglia con l'immagine in ferro di San Biagio e di un gambero - circa 30 quintali di peso -, è stata sollevata da terra e con grande attenzione e cura, è stata riposta a 60 metri circa di altezza.
Per la sicurezza di quanti hanno assistito all'operazione, sono intervenuti sul posto il coordinatore nominato dalla Curia l'architetto Farinelli, ma anche i vigili del fuoco e l'amministrazione comunale con l'assessore Matteo Fortini. «Il ripristino della guglia -spiega l'architetto Alberto Ferraresi, progettista e direttori lavori nella Collegiata di San Biagio - è una delle operazioni più significative sia dal punto di vista simbolico sia di cantiere. Quelli al campanile, assieme a quelli al tamburo della cupola e agli arconi che la sostengono, sono stati i danni più gravi riportati al complesso della basilica. La guglia infatti, pur rimanendo in sede, si era del tutto staccata».
Tutto questo mentre nella basilica, sono in gran parte terminati i lavori di recupero strutturale e restauro conservativo, e sono stati avviati i lavori aggiuntivi di rifacimento dell'impianto di riscaldamento, che è a pavimento, e della nuova pavimentazione.
«Operazione riuscita. È andato tutto come da programma – commenta soddisfatto Battaglia -. E vista la complessa e la delicatezza dell'intervento, era cosa tutt'altro che scontata. Sebbene Ahrcos si occupi ogni giorno da anni di restauro e consolidamento strutturale, quella svolta al campanile è stata un'operazione eccezionale. In corso fin da subito i lavori di collegamento della guglia con la torre campanaria, con barre d'acciaio inossidabile e resine liquide, per rendere la struttura compatta. Verrà ripristinato il parafulmine ed entro fine agosto saranno tolti i ponteggi». (b.b.)
Tante persone che ieri mattina in centro hanno seguito con attenzione e trepidazione le operazioni di sollevamento e installazione della punta della torre campanaria. Per portare a termine quest'intervento, l'impresa centese Ahrcos ha fatto arrivare a Cento, una delle autogru più grandi della regione, con un braccio di 70 metri.
Dopo gli eventi sismici del 2012 e a 5 anni dal momento in cui è stata smontata dai vigili del fuoco, proprio in vista del suo ritorno “a casa”, la guglia - riferisce Alessandro Battaglia, amministratore unico di Ahrcos - «è stata in questi mesi ripulita, riaperta e riconsolidata». Fino a ieri mattina, quando circondata da catene e tiranti, la guglia con l'immagine in ferro di San Biagio e di un gambero - circa 30 quintali di peso -, è stata sollevata da terra e con grande attenzione e cura, è stata riposta a 60 metri circa di altezza.
Per la sicurezza di quanti hanno assistito all'operazione, sono intervenuti sul posto il coordinatore nominato dalla Curia l'architetto Farinelli, ma anche i vigili del fuoco e l'amministrazione comunale con l'assessore Matteo Fortini. «Il ripristino della guglia -spiega l'architetto Alberto Ferraresi, progettista e direttori lavori nella Collegiata di San Biagio - è una delle operazioni più significative sia dal punto di vista simbolico sia di cantiere. Quelli al campanile, assieme a quelli al tamburo della cupola e agli arconi che la sostengono, sono stati i danni più gravi riportati al complesso della basilica. La guglia infatti, pur rimanendo in sede, si era del tutto staccata».
Tutto questo mentre nella basilica, sono in gran parte terminati i lavori di recupero strutturale e restauro conservativo, e sono stati avviati i lavori aggiuntivi di rifacimento dell'impianto di riscaldamento, che è a pavimento, e della nuova pavimentazione.
«Operazione riuscita. È andato tutto come da programma – commenta soddisfatto Battaglia -. E vista la complessa e la delicatezza dell'intervento, era cosa tutt'altro che scontata. Sebbene Ahrcos si occupi ogni giorno da anni di restauro e consolidamento strutturale, quella svolta al campanile è stata un'operazione eccezionale. In corso fin da subito i lavori di collegamento della guglia con la torre campanaria, con barre d'acciaio inossidabile e resine liquide, per rendere la struttura compatta. Verrà ripristinato il parafulmine ed entro fine agosto saranno tolti i ponteggi». (b.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
