Patto per la competitività con Modena e Bologna
Tagliani ha firmato ieri: al centro attrazione industriale, turismo e infrastrutture Applausi a metà da parte dell’Ascom: bene gli obiettivI, ma ora più condivisione
3 MINUTI DI LETTURA
La firma del Patto per la competitività da parte delle Province di Ferrara e Modena, e della città metropolitana di Bologna, diventa l’occasione per nuove punzecchiature tra l’amministrazione e l’Ascom. Pochi giorni dopo il contestato, per il suo carattere di “esclusività” vertice con il viceministro Enrico Morando, anche l’annuncio di ieri sull’asse della via Emilia ha suscitato reazioni contrastanti. Tiziano Tagliani, nella sua veste di reggente del Castello, ha concordato con i colleghi Gian Carlo Muzzarelli e Virginio Merola un «protocollo triennale per rendere quest’area del centro Emilia ancor più competitiva ed attrattiva a livello nazionale ed internazionale». Il documento, ha specificato una nota congiunta dei tre amministratori, è stato messo a punto dopo «mesi di lavoro congiunto», e ora «passerà al vaglio degli organi di governo dei tre enti per l’approvazione definitiva».
La premessa del patto è rappresentata dai punti in comune delle tre province (vengono richiamate le tre sedi universitarie e la rete per la ricerca) e vuole definire, si legge, «una visione comune di sviluppo industriale (anche attraverso modalità condivise di promozione degli investimenti) e di politiche educative (in stretta connessione con quelle di sostegno all’innovazione della manifattura). Altro terreno di programmazione comune è quello relativo a infrastrutture, pianificazione urbanistico-territoriale, promozione degli investimenti e grandi opere pubbliche, in connessione con la Regione. In tema di turismo e cultura, visto il comune valore architettonico dei centri storici e degli edifici religiosi, come del paesaggio rurale e della tradizione eno-gastronomica, le tre amministrazioni «s’impegnano a condividere progettualità comuni con l’obiettivo di potenziare l’attrattiva turistica dei sistemi territoriali, attraverso lo sviluppo dei prodotti turistici “città d’arte”, “food valley” e “motor valley”». C’è da notare, però, che per il turismo Ferrara si è alleata formalmente con la Romagna. La logistica, infine, sarà puntata sull’aeroporto Marconi, il sistema fieristico che è già integrato, le piattaforme logistiche, il sistema universitario, la promozione e attrazione dei territori, le reti culturali e turistiche. Ogni specifica azione, in ogni caso, sarà gestita «attraverso specifiche convenzioni, accordi e protocolli».
Quasi in tempo reale la risposta dell’Ascom. Il patto va accolto «con favore, si tratta di un’intesa che sicuramente abbraccia punti di eccellenza di questo territorio che possono essere integrati e potenziati su ampia scala e lavorando in modo ampio e condiviso» è il commento del direttore Davide Urban. L’hub aeroportuale di Bologna, in particolare, può essere la porta d’ingresso anche per le città d’arte e il Delta. Parla di «supporto per l’attività turistica» il presidente dell’Ascom, Giulio Felloni, «anche per legare la nostra città d’arte con il ruolo che avrà all’interno di Destinazione Romagna e nei futuri assetti camerali tra Ferrara e Ravenna sui quali come Ascom abbiamo dato un contributo determinante. Confidiamo ora - ecco la “puntura” si passi su questo e su altri temi che riguardano la città e la provincia ci sia una concreta condivisione degli obiettivi e degli strumenti».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La premessa del patto è rappresentata dai punti in comune delle tre province (vengono richiamate le tre sedi universitarie e la rete per la ricerca) e vuole definire, si legge, «una visione comune di sviluppo industriale (anche attraverso modalità condivise di promozione degli investimenti) e di politiche educative (in stretta connessione con quelle di sostegno all’innovazione della manifattura). Altro terreno di programmazione comune è quello relativo a infrastrutture, pianificazione urbanistico-territoriale, promozione degli investimenti e grandi opere pubbliche, in connessione con la Regione. In tema di turismo e cultura, visto il comune valore architettonico dei centri storici e degli edifici religiosi, come del paesaggio rurale e della tradizione eno-gastronomica, le tre amministrazioni «s’impegnano a condividere progettualità comuni con l’obiettivo di potenziare l’attrattiva turistica dei sistemi territoriali, attraverso lo sviluppo dei prodotti turistici “città d’arte”, “food valley” e “motor valley”». C’è da notare, però, che per il turismo Ferrara si è alleata formalmente con la Romagna. La logistica, infine, sarà puntata sull’aeroporto Marconi, il sistema fieristico che è già integrato, le piattaforme logistiche, il sistema universitario, la promozione e attrazione dei territori, le reti culturali e turistiche. Ogni specifica azione, in ogni caso, sarà gestita «attraverso specifiche convenzioni, accordi e protocolli».
Quasi in tempo reale la risposta dell’Ascom. Il patto va accolto «con favore, si tratta di un’intesa che sicuramente abbraccia punti di eccellenza di questo territorio che possono essere integrati e potenziati su ampia scala e lavorando in modo ampio e condiviso» è il commento del direttore Davide Urban. L’hub aeroportuale di Bologna, in particolare, può essere la porta d’ingresso anche per le città d’arte e il Delta. Parla di «supporto per l’attività turistica» il presidente dell’Ascom, Giulio Felloni, «anche per legare la nostra città d’arte con il ruolo che avrà all’interno di Destinazione Romagna e nei futuri assetti camerali tra Ferrara e Ravenna sui quali come Ascom abbiamo dato un contributo determinante. Confidiamo ora - ecco la “puntura” si passi su questo e su altri temi che riguardano la città e la provincia ci sia una concreta condivisione degli obiettivi e degli strumenti».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
