«Stangata sulle multe, è scattato il Codice»
I 2,5 euro mancanti sono diventati 60. La comandante Trentini: sanzioni per pagamenti incompleti
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Il pasticciaccio brutto delle multe-bis per il (presunto) mancato pagamento delle spese postali una ragione ce l’ha, ma è a sua volta un pasticciaccio difficile da digerire e forse ancor più da spiegare.
L’antefatto, pubblicato ieri sulla Nuova, è quello dei due cittadini che, dopo aver pagato una multa nel 2015 (di 41 euro) nei giorni scorsi si sono visti recapitare un avviso per un ulteriore pagamento di quasi 60 euro (58,30) perché al momento del versamento effettuato due anni fa non erano state pagate le spese postali (2,5 euro). «Ci hanno applicato degli interessi coi controfiocchi, su quella piccola somma», si erano lamentati i due “stangati”.
E invece non è proprio così, la spiegazione è un’altra, anche se variando i termini il risultato non cambia: restano 60 euro da pagare. Questi ultimi però interviene la Comandante della Polizia Municipale Terre Estensi Laura Trentini, interpellata ieri, non hanno nulla a che fare con presunti interessi, ma sono un “regalo” che proviene direttamente dal Codice della Strada: perché quei 2,5 euro in meno non sono stati considerati spese postali tralasciate, ma un vero ammanco rispetto all’importo della multa.
Le spese postali, infatti, vengono rimborsate subito alla Municipale e questo ha fatto sì che, nel corso di un controllo periodico a tappeto (che ha portato, in questi giorni, all’invio di diversi avvisi bonari relativi al 2015), quelle multe siano risultate non del tutto pagate entro il termine dei 60 giorni. Circostanza che ha fatto scattare l’articolo 389 del Regolamento del Codice della Strada, che prevede in questi casi che si applichi una sanzione pari alla metà del massimo edittale. «A questa somma - continua Trentini - abbiamo sottratto i 41 euro già pagati, e il conto finale è quello di 58,36 euro».
Difficile da mandar giù, soprattutto se si pensa che l’inghippo con tutta probabilità è nato dalla volontà dei cittadini di pagare entro 5 giorni, per beneficiare dello “sconto” del 30% dell’importo. La multa infatti, spiega ancora Trentini, era accompagnata da un bollettino in bianco, non precompilato. Nella notifica era specificato l’importo pieno, più i 2,5 euro di spese postali, e l’avviso che, con un pagamento tempestivo, la somma da pagare sarebbe scesa a 41 euro. E questa è stata pagata, in buona fede, pensando che esaurisse quanto dovuto. E invece anche in questo caso bisognava aggiungere le spese postali.
Non è affatto escluso che nell’inghippo siano caduti altri utenti: la serie di avvisi bonari che stanno circolando in questo periodo potrebbero riservate altre amare sorpresine come queste. (a.m.)
L’antefatto, pubblicato ieri sulla Nuova, è quello dei due cittadini che, dopo aver pagato una multa nel 2015 (di 41 euro) nei giorni scorsi si sono visti recapitare un avviso per un ulteriore pagamento di quasi 60 euro (58,30) perché al momento del versamento effettuato due anni fa non erano state pagate le spese postali (2,5 euro). «Ci hanno applicato degli interessi coi controfiocchi, su quella piccola somma», si erano lamentati i due “stangati”.
E invece non è proprio così, la spiegazione è un’altra, anche se variando i termini il risultato non cambia: restano 60 euro da pagare. Questi ultimi però interviene la Comandante della Polizia Municipale Terre Estensi Laura Trentini, interpellata ieri, non hanno nulla a che fare con presunti interessi, ma sono un “regalo” che proviene direttamente dal Codice della Strada: perché quei 2,5 euro in meno non sono stati considerati spese postali tralasciate, ma un vero ammanco rispetto all’importo della multa.
Le spese postali, infatti, vengono rimborsate subito alla Municipale e questo ha fatto sì che, nel corso di un controllo periodico a tappeto (che ha portato, in questi giorni, all’invio di diversi avvisi bonari relativi al 2015), quelle multe siano risultate non del tutto pagate entro il termine dei 60 giorni. Circostanza che ha fatto scattare l’articolo 389 del Regolamento del Codice della Strada, che prevede in questi casi che si applichi una sanzione pari alla metà del massimo edittale. «A questa somma - continua Trentini - abbiamo sottratto i 41 euro già pagati, e il conto finale è quello di 58,36 euro».
Difficile da mandar giù, soprattutto se si pensa che l’inghippo con tutta probabilità è nato dalla volontà dei cittadini di pagare entro 5 giorni, per beneficiare dello “sconto” del 30% dell’importo. La multa infatti, spiega ancora Trentini, era accompagnata da un bollettino in bianco, non precompilato. Nella notifica era specificato l’importo pieno, più i 2,5 euro di spese postali, e l’avviso che, con un pagamento tempestivo, la somma da pagare sarebbe scesa a 41 euro. E questa è stata pagata, in buona fede, pensando che esaurisse quanto dovuto. E invece anche in questo caso bisognava aggiungere le spese postali.
Non è affatto escluso che nell’inghippo siano caduti altri utenti: la serie di avvisi bonari che stanno circolando in questo periodo potrebbero riservate altre amare sorpresine come queste. (a.m.)
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