Infrastrutture e sviluppo Denaro al Basso Ferrarese
La Regione mette sul piatto sette milioni e mezze di euro per dodici Comuni Entro l’estate servirà il progetto strategico. Bianchi: si deve ripensare il territorio
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COMACCHIO. Denaro fresco per lo sviluppo del Basso Ferrarese: sette milioni e mezzo di euro, sulla base di un’intesa firmata ieri tra la Regione e dodici Comuni.
Tra gli obiettivi, quelli di ampliare i servizi a favore dei cittadini e rafforzare l’attrattività e la fruibilità turistica del territorio. A sottoscrivere l’accordo, in Castello Estense a Ferrara con il presidente della Provincia Tiziano Tagliani in qualità di padrone di casa, c’erano l’assessore regionale Patrizio Bianchi ed il sindaco di Copparo Nicola Rossi, il quale è referente dell’area interna Basso Ferrarese.
«Si tratta di un altro pezzettino di programmazione di un territorio che si sta ripensando - spiega Bianchi -. La strategia è quella impostata dal governo Monti dal ministro Barca e implementata dalla attività regionale, basata sul Patto per il lavoro e con tre cardini: riprenderne a “pensare lungo”, la convergenza dei fondi e quella tra sviluppo economico e sviluppo territoriale».
Le risorse a disposizione per metà sono statali e per l’altra metà derivano da fondi europei. Va detto che quella del Basso Ferrarese è una delle quattro aree interne individuate in Emilia Romagna, assieme ad Appennino Emiliano, Appennino Piacentino Parmense ed Alta Valmarecchia. Zone caratterizzate da problemi demografici e da un ritardo in termini di sviluppo socioeconomico, ma dal potenziale comunque attrattivo e non del tutto esplorato.
«Ci hanno chiesto - dice Rossi - un’idea di territorio comune dalla periferia di Ferrara a Gorino; la condivisione delle linee guida tra i sindaci (molti di loro erano presenti ieri nella sala di consiglio del Castello, ndr) è stata immediata. L’adesione all’area interna è una sorta di trampolino per ottenere un riconoscimento maggiore, con il supporto di Delta 2000 e Sipro. I tempi sono molto stretti per poter avere proposte concrete in mano».
Infatti, il progetto strategico dovrà essere sviluppato entro l’estate, prima dell’accordo di programma quadro tra Comuni, Regione e Ministeri da sottoscrivere già in autunno. Tra le azioni individuate, un pacchetto di localizzazione per favorire l’insediamento di nuove imprese, la riqualificazione della filiera agroalimentare e della venericoltura, lo sfruttamento delle filiere locali di energia rinnovabile. E, ancora: la salvaguardia della biodiversità in chiave Mab Unesco, lo sviluppo di esperienze di “agricoltura di precisione” accompagnate dalla promozione dell’accesso alla terra dei giovani, nuovi servizi di telemedicina e di tele-assistenza, grazie al potenziamento dell’infrastrutturazione in banda ultra larga, un patto tra scuola ed imprese sui mestieri del mare, il miglioramento del trasporto pubblico (su gomma e ferro), con particolare attenzione a studenti e cicloturisti, anche nell'ottica dell’intermodalità. Il tutto in un’area di oltre mille chilometri quadrati, la quale conta circa 95mila abitanti.
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tra gli obiettivi, quelli di ampliare i servizi a favore dei cittadini e rafforzare l’attrattività e la fruibilità turistica del territorio. A sottoscrivere l’accordo, in Castello Estense a Ferrara con il presidente della Provincia Tiziano Tagliani in qualità di padrone di casa, c’erano l’assessore regionale Patrizio Bianchi ed il sindaco di Copparo Nicola Rossi, il quale è referente dell’area interna Basso Ferrarese.
«Si tratta di un altro pezzettino di programmazione di un territorio che si sta ripensando - spiega Bianchi -. La strategia è quella impostata dal governo Monti dal ministro Barca e implementata dalla attività regionale, basata sul Patto per il lavoro e con tre cardini: riprenderne a “pensare lungo”, la convergenza dei fondi e quella tra sviluppo economico e sviluppo territoriale».
Le risorse a disposizione per metà sono statali e per l’altra metà derivano da fondi europei. Va detto che quella del Basso Ferrarese è una delle quattro aree interne individuate in Emilia Romagna, assieme ad Appennino Emiliano, Appennino Piacentino Parmense ed Alta Valmarecchia. Zone caratterizzate da problemi demografici e da un ritardo in termini di sviluppo socioeconomico, ma dal potenziale comunque attrattivo e non del tutto esplorato.
«Ci hanno chiesto - dice Rossi - un’idea di territorio comune dalla periferia di Ferrara a Gorino; la condivisione delle linee guida tra i sindaci (molti di loro erano presenti ieri nella sala di consiglio del Castello, ndr) è stata immediata. L’adesione all’area interna è una sorta di trampolino per ottenere un riconoscimento maggiore, con il supporto di Delta 2000 e Sipro. I tempi sono molto stretti per poter avere proposte concrete in mano».
Infatti, il progetto strategico dovrà essere sviluppato entro l’estate, prima dell’accordo di programma quadro tra Comuni, Regione e Ministeri da sottoscrivere già in autunno. Tra le azioni individuate, un pacchetto di localizzazione per favorire l’insediamento di nuove imprese, la riqualificazione della filiera agroalimentare e della venericoltura, lo sfruttamento delle filiere locali di energia rinnovabile. E, ancora: la salvaguardia della biodiversità in chiave Mab Unesco, lo sviluppo di esperienze di “agricoltura di precisione” accompagnate dalla promozione dell’accesso alla terra dei giovani, nuovi servizi di telemedicina e di tele-assistenza, grazie al potenziamento dell’infrastrutturazione in banda ultra larga, un patto tra scuola ed imprese sui mestieri del mare, il miglioramento del trasporto pubblico (su gomma e ferro), con particolare attenzione a studenti e cicloturisti, anche nell'ottica dell’intermodalità. Il tutto in un’area di oltre mille chilometri quadrati, la quale conta circa 95mila abitanti.
Fabio Terminali
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