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cgil, cisl e uil chiedono confronto con rsa “santa chiara” e “malacarne” 

Strutture anziani e disabili: nuove regole sui contratti

Formazione specifica e contratti di lavoro che siano uguali per tutti, siglati a livello nazionale dai sindacati più rappresentativi. Sono le nuove regole per le strutture private accreditate per...

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Formazione specifica e contratti di lavoro che siano uguali per tutti, siglati a livello nazionale dai sindacati più rappresentativi. Sono le nuove regole per le strutture private accreditate per anziani e disabili, decise dalla Regione con una delibera approvata ieri dalla giunta.

In sostanza, le strutture accreditate dovranno avere operatori qualificati, con percorsi di formazione specifica, e garantire loro «equità e parità di trattamento» applicando «contratti collettivi del settore socio-sanitario sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale». Per la Regione, spiega il presidente Stefano Bonaccini, in una nota, l'obiettivo è uno solo: continuare a garantire il benessere delle persone ospitate nelle strutture di assistenza residenziale, a maggior ragione perchè spesso si tratta di persone fragili. «Non sono accettabili contratti - il commento di Bonaccini - che prevedano demansionamenti, dequalificazione professionale e riduzione del salario».

A Ferrara la decisione è stata accolta con grande soddisfazione da Cgil, Cisl e Uil confederali e dalle organizzazioni sindacali di categoria. «Si conclude così una questione innescata da organizzazioni datoriali che pretendono di applicare ai lavoratori un Contratto Nazionale stipulato con organizzazioni sindacali minoritarie ed in più parti sfavorevole per i dipendenti (nella nostra regione Anaste) - scrivono i sindacati - Per quanto concerne la nostra provincia non resta, a questo punto, che domandare pubblicamente alla proprietà delle strutture per anziani Santa Chiara e Malacarne quale orientamento definitivo intenda assumere rispetto alla decisione appena deliberata dalla Regione Emilia Romagna, dopo il no secco alla proposta di deroga al nuovo contratto Anaste precedentemente avanzata nei confronti della parte datoriale dalle organizzazioni sindacali territoriali di categoria maggiormente rappresentative».

«Le Rsa Santa Chiara e Malacarne - conclude la nota di Cgil, Cisl e Uil - intendono per caso collocarsi al di fuori dal sistema dell'accreditamento o, al contrario, valutata a tavolino la mancata convenienza ad oggi insita nella scelta aziendale, saranno disposte ad aprire un confronto immediato con le organizzazioni sindacali maggioritarie per parlare di tutela della qualità del lavoro e di adeguatezza dei servizi e delle prestazioni erogate alla cittadinanza?».



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