«Da settembre i 18 milioni per il quartiere Darsena»
L’annuncio durante la visita del presidente del Consiglio a Palazzo Savonuzzi. «Il rammendo delle periferie priorità nazionale». Tagliani: più qualità e più verde
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15635941:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/gentiloni-a-ferrara/77363/77804]]
FERRARA. «Il rammendo delle nostre città e delle nostre periferie è una delle priorità del nostro governo», assicura il premier Paolo Gentiloni avvicinandosi al drappello di giornalisti che lo aspetta con telecamere e taccuini all’ingresso di Palazzo Savonuzzi, bell’esempio di recupero edilizio in un edificio dismesso che oggi ospita, a pochi metri dalla Darsena, la Scuola di Musica moderna. Il copyright è dell’architetto Renzo Piano, un’idea che ha fatto il giro d’Italia e che ha trovato convinti supporter a Palazzo Chigi. Il tour di Gentiloni in provincia si è concluso con un veloce passaggio in città durato una quarantina di minuti (dalle 18.40 alle 19.20) come coda della visita alla BF di Jolanda. Un contatto richiesto con insistenza da Palazzo municipale per illustrare il progetto di riqualificazione urbanistica del quartiere attorno alla Darsena di San Paolo.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.15635916:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15635916:1650657086/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
L’area necessita in effetti di più di un «rammendo»: per il suo recupero sono stati stanziati 18 milioni di euro, fondi Cipe che inizieranno ad arrivare a Ferrara dal prossimo «settembre», come ha assicurato lo stesso presidente del Consiglio che è entrato nel palazzo scortato dal sindaco Tiziano Tagliani e dal consulente economico del governo, Luigi Marattin (non c’era il ministro Franceschini). «Questo è uno dei progetti che stiamo facendo insieme a tante città italiane - ha spiegato Gentiloni - A Ferrara riguarda una grande area attorno alla Darsena. Mi fa molto piacere fare una tappa qui per vedere col sindaco il nuovo progetto del quartiere, che è collegato anche con il Museo della Shoah, un altro pezzo di questo rammendo».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15635913:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2017/07/20/news/agricoltura-hi-tech-il-futuro-nasce-qui-1.15635913]]
Un applauso ha accolto il presidente del Consiglio all’ingresso nella palazzina, un tour che non è stato aperto ai giornalisti. All’interno l’architetto Davide Tumiati ha illustrato (con le immancabili slide) il piano di trasformazione del quartiere, dove sarà realizzata la nuova sede del Cus settore canottaggio, sarà sistemata l’area degradata del parcheggio ex Mof e sarà completato per stralci il progetto del Meis. Tagliani ha ricordato che «questo quartiere diventerà più verde grazie alla realizzazione di percorsi come il giardino della Shoah, saranno sistemate anche la viabilità, l’illuminazione, le fognature» con l’intento dichiarato di affrontare «la conflittualità un quartiere che non ha confini precisi ma che è presente attorno a questa realtà». Tagliani ha chiesto a Gentiloni l’appoggio all’idea di permuta di un’area del demanio (100 ha) vicino all’aeroporto con un’area di sedime nell’ex Mof dove spostare la nuova sede della polizia («I soldi ancora non ci sono ma stiamo iniziando a lavorarci», ha detto). Un altro tassello, in loco, sarà la riqualificazione dell’area camper. (gi.ca.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
