I conti della Provincia salvati dal ministero
L’ente governativo Invimit acquirente di ultima istanza di palazzo Giulio d’Este Tagliani: con quella vendita bilancio 2017 a posto. Pochi soldi per le strade
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Il bilancio preventivo della Provincia anche quest’anno è “salvo” grazie alla pronosticata vendita di palazzo Giulio d’Este, sede della Prefettura. Decisione presa all’unanimità dall’assemblea dei sindaci riunitasi ieri prima del consiglio provinciale, con la sola astensione del sindaco delle Terre del Reno, Roberto Lodi. Esprime soddisfazione per l’operazione portata a termine il Presidente Tiziano Tagliani, per nulla intimorito da eventuali sforamenti del patto di stabilità nel caso in cui il Palazzo non venisse venduto, possibilità ritenuta assai remota. Nel caso in cui la palazzina non venisse venduta, la conseguenza sarebbe lo sforamento di patto di stabilità, ma il Presidente è fiducioso: «Se ci sono ritardi o allungamenti nelle trattative, sposteremo spese nel 2018, e se non risulterà sufficiente, affronteremo le sanzioni previste dal governo in merito allo sforamento del patto di stabilità. Ma è anche vero che negli ultimi due anni, le misure messe in atto dal governo in caso di sforamento si sono mitigate, proprio perché hanno visto che i bilanci delle Province sono rigidi». Insomma, Tagliani sopisce gli allarmi che sembravano dover affondare l’ente già quest’anno.
La vendita della palazzina di Giulio d’Este avviene tramite un procedura fissata per legge, in questo caso, come chiarisce il presidente, «Invimit (società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ndr) deve fare una proposta e quantificare il valore, poi come Provincia faremo un bando di gara. Se qualcuno offre di più la vendiamo, altrimenti se nessuno mostra interesse la compera Invimit». Di fatto, un salvataggio statale.
Il bilancio della Provincia chiude così in pareggio, con 87 milioni in entrata e in uscita, grazie anche all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione dell’anno precedente, che ammonta a 4 milioni e mezzo, oltre alla vendita della sede della Prefettura. L’operazione Giulio d’Este dovrebbe concludersi entro l’anno, ricavando 4,7 milioni, anche se la Provincia spera di spuntare qualcosa di più vantaggioso, dato che verranno eseguiti sulla stessa sede della Prefettura degli interventi legati al post terremoto. Il pareggio di bilancio è stato raggiunto anche se le tasse non possono aumentare, principalmente RcAuto e Ipt, e nonostante i tagli operati negli ultimi anni, che solo sulla provincia estense hanno pesato per quasi 40 milioni di euro (39,6 per l’esattezza). La nota dolente riguarda la somma stanziata per la manutenzione straordinaria delle strade, che ammonta solo a 1,4 milioni, una cifra insufficiente data la vastità della superficie viaria della Provincia, che copre 840 chilometri; somma che rientra nei 170 milioni messi a disposizione del governo per il solo 2017. A questa cifra sono stati aggiunti 3,3 milioni, quota parte dei 180 previsti dalla manovra del Governo per finanziare le funzioni fondamentali delle province. La stessa Provincia ha poi stanziato 400mila euro per la sistemazione del ponte dei Santi che si trova a Pilastri, sulla strada provinciale 40. Ma ci sono anche altri tre ponti monitorati, anche se le loro condizioni per ora non destano problemi per la circolazione delle auto: il ponte a Gualdo sulla Ferrara-Lidi, il ponte di Final di Rero lungo la strada provinciale 15 e il ponte Marighella a Copparo. Per il ripristino sismico delle scuole, tra le quali gli istituti cittadini Carducci, Vergani, Einaudi, Taddia di Cento, e per il Castello Estense, sono stanziati oltre 12 milioni, finanziati con i fondi commissariali.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La vendita della palazzina di Giulio d’Este avviene tramite un procedura fissata per legge, in questo caso, come chiarisce il presidente, «Invimit (società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ndr) deve fare una proposta e quantificare il valore, poi come Provincia faremo un bando di gara. Se qualcuno offre di più la vendiamo, altrimenti se nessuno mostra interesse la compera Invimit». Di fatto, un salvataggio statale.
Il bilancio della Provincia chiude così in pareggio, con 87 milioni in entrata e in uscita, grazie anche all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione dell’anno precedente, che ammonta a 4 milioni e mezzo, oltre alla vendita della sede della Prefettura. L’operazione Giulio d’Este dovrebbe concludersi entro l’anno, ricavando 4,7 milioni, anche se la Provincia spera di spuntare qualcosa di più vantaggioso, dato che verranno eseguiti sulla stessa sede della Prefettura degli interventi legati al post terremoto. Il pareggio di bilancio è stato raggiunto anche se le tasse non possono aumentare, principalmente RcAuto e Ipt, e nonostante i tagli operati negli ultimi anni, che solo sulla provincia estense hanno pesato per quasi 40 milioni di euro (39,6 per l’esattezza). La nota dolente riguarda la somma stanziata per la manutenzione straordinaria delle strade, che ammonta solo a 1,4 milioni, una cifra insufficiente data la vastità della superficie viaria della Provincia, che copre 840 chilometri; somma che rientra nei 170 milioni messi a disposizione del governo per il solo 2017. A questa cifra sono stati aggiunti 3,3 milioni, quota parte dei 180 previsti dalla manovra del Governo per finanziare le funzioni fondamentali delle province. La stessa Provincia ha poi stanziato 400mila euro per la sistemazione del ponte dei Santi che si trova a Pilastri, sulla strada provinciale 40. Ma ci sono anche altri tre ponti monitorati, anche se le loro condizioni per ora non destano problemi per la circolazione delle auto: il ponte a Gualdo sulla Ferrara-Lidi, il ponte di Final di Rero lungo la strada provinciale 15 e il ponte Marighella a Copparo. Per il ripristino sismico delle scuole, tra le quali gli istituti cittadini Carducci, Vergani, Einaudi, Taddia di Cento, e per il Castello Estense, sono stanziati oltre 12 milioni, finanziati con i fondi commissariali.
Stefano Ciervo
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