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Manifatture Bonzagni Operai soddisfatti: è la fine di un incubo

Manifatture Bonzagni Operai soddisfatti: è la fine di un incubo

DOSSO. Dopo cinque mesi di inferno per i lavoratori della Manifatture Bonzagni, martedì il tutto si e' chiuso con un nuovo cammino che l'azienda di Dosso, vedrà sotto una nuova proprietà, la...

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DOSSO. Dopo cinque mesi di inferno per i lavoratori della Manifatture Bonzagni, martedì il tutto si e' chiuso con un nuovo cammino che l'azienda di Dosso, vedrà sotto una nuova proprietà, la Manifatture Terre del Reno riconduicibile alla Rom Plastica di Chioggia. Ripercorrendo sinteticamente, la vecchia “Manifatture Bonzagni MB” fallisce nel 2015, dopo vicissitudini interne societarie. La nuova poi, “Manifatture Bonzagni s.r.l.” riprende l'attività con un nuovo amministratore delegato, ma sempre sotto l'egida di chi era rimasto della precedente gestione proprietaria. Dopo due anni circa, a fronte del precedente fallimento, la curatela del primo fallimento presenta i conti da saldare. A febbraio di quest'anno, non riuscendo ad affrontare e risolvere il contenzioso del debito pregresso, la nuova Bonzagni presenta in proprio la seconda istanza di fallimento. A fine aprile il fallimento ufficiale e da parte della nuova curatela, la messa in vendita dell'azienda. Nel frattempo, i 27 lavoratori con l'attività ferma e senza nessun sostegno retributivo. In questi ultimi tre mesi, si presentano alcune aziende che manifestano interesse di acquisto. Ed arriviamo al giorno dell'asta. Si sono presentati due aziende produttive del settore che avevano condiviso gli accordi ed una azienda commerciale. Alla fine, l'azienda è stata comprata da "Manifatture Terre del Reno". «I lavoratori e la Femca Cisl esprimono soddisfazione su come si è risolta la vicenda, dove i 21 lavoratori su 27 che verranno assunti come da accordi, possano finalmente dopo questi anni tribolati, vedere un futuro più garantito e fiducioso. Sperando che, fra quei lavoratori rimasti oggi fuori, ci sia la concreta possibilità di un rientro prossimo, a fronte della ripresa produttiva che potenzialmente permetterebbe, se a pieno regime, altre integrazioni».

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