«Per le mancate disdette troppe sanzioni sbagliate»
Dopo la protesta di alcuni utenti che contestano i verbali interviene la politica Peruffo (Fi): serve più informazione. Fabbri (Lega): correggere le procedure
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Dopo gli utenti chiamati a pagare le sanzioni per la mancata disdetta di visite ed esami (prenotati e poi disertati) che martedì scorso si sono rivolti alla Casa della Salute di corso Giovecca per contestare le “multe” ieri è stata la politica a intervenire per chiedere chiarimenti e offrire suggerimenti. La vicenda è legata all’entrata in vigore, il 4 aprile 2016, di una legge regionale che impone l’obbligo di disdetta (entro i due giorni lavorativi precedenti quello dell’appuntamento) a chi non può o ha deciso di non presentarsi a una prestazione prenotata al Cup.
Un provvedimento introdotto per recuperare migliaia di appuntamenti con gli specialisti (da maggio del 2016 ad aprile 2017 le violazioni accertate sono state circa 43mila) che vanno perduti contribuendo ad allungare le liste d’attesa. L’Asl e la Regione in questi mesi hanno più volte illustrato il contenuto della legge con comunicati e conferenze stampa. Notizie che sono state pubblicate in varie occasioni anche dai mezzi di informazione.
Nel febbraio scorso l’Asl ha inviato 1.309 lettere agli utenti inadempienti per il mese di aprile 2016 (484 hanno pagato la sanzione, 259 hanno presentato una giustificazione accolta dall’Asl e 566 non hanno dato nessun riscontro). Nei giorni scorsi sono state spedite altre 2.800 lettere relative al mese di maggio 2017. Una parte dell’utenza destinataria dei verbali si è già presentata all’Asl per contestare la sanzione e ha segnalato nell’occasione anche una situazione logistica non adeguata. «Taluni esami sanitari prevedono tempi di attesa pari a un anno e mezzo: prenotazione oggi ed erogazione del servizio nel 2019 - scrive la consigliera comunale di Forza Italia e responsabile provinciale del partito, Paola Peruffo - È umanamente capibile se, nel frattempo, la persona in questione sia in qualche modo costretta a rivolgersi al privato o a prenotare lo stesso servizio presso strutture della Regione Veneto con tempi di attesa a volte setto/otto volte inferiori rispetto ai servizi delle Asl emiliane (i numeri in questo caso parlano chiaro)». Ma i problemi sull’erogazione dei servizi sono «di complicatissima risoluzione», sottolinea Peruffo, che commenta: «Qualcosa di più può essere fatto sul piano della comunicazione verso i cittadini, partendo da farmacie e Cup. Dal momento che la percentuale più alta di utenti è composta da anziani, perché non si incaricano gli operatori dei front office di Cup e farmacie, di ricordare agli utenti la necessità di comunicare per tempo l’eventuale annullamento delle prestazioni, avvisando altresì dell’opportunità di lasciare un numero di cellulare per ricordare l’evento calendarizzato molti mesi avanti? Così come un ulteriore aiuto a fronte di un minimo investimento sarebbe quello di rilasciare, insieme alla prescrizione, un foglio prestampato, magari colorato, in cui vengono ricordate le regole per la disdetta e le conseguenti sanzioni. Se tutto questo prevede alcuni costi da parte del Ssn, sono pur sempre inferiori ai mancati introiti, oltre al vantaggio di accorciare i tempi di attesa».
Intanto il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, ha presentato una interrogazione in Regione che ha ricapitolato alcuni disagi già segnalati all’Asl per il mese di aprile 2016 e trattati nelle scorse settimane. Fabbri ricorda le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’utenza e chiede le motivazioni degli «errori nelle segnalazioni di mancate disdette di cittadini, presentatisi invece regolarmente alle visite specialistiche», una «ricalibratura dei sistemi informatici» per evitare disguidi tra chi registra la visita e chi invia poi i verbali delle sanzioni» e quali misure la Regione intende intraprendere dopo i disagi segnalati. (gi. ca.)
Un provvedimento introdotto per recuperare migliaia di appuntamenti con gli specialisti (da maggio del 2016 ad aprile 2017 le violazioni accertate sono state circa 43mila) che vanno perduti contribuendo ad allungare le liste d’attesa. L’Asl e la Regione in questi mesi hanno più volte illustrato il contenuto della legge con comunicati e conferenze stampa. Notizie che sono state pubblicate in varie occasioni anche dai mezzi di informazione.
Nel febbraio scorso l’Asl ha inviato 1.309 lettere agli utenti inadempienti per il mese di aprile 2016 (484 hanno pagato la sanzione, 259 hanno presentato una giustificazione accolta dall’Asl e 566 non hanno dato nessun riscontro). Nei giorni scorsi sono state spedite altre 2.800 lettere relative al mese di maggio 2017. Una parte dell’utenza destinataria dei verbali si è già presentata all’Asl per contestare la sanzione e ha segnalato nell’occasione anche una situazione logistica non adeguata. «Taluni esami sanitari prevedono tempi di attesa pari a un anno e mezzo: prenotazione oggi ed erogazione del servizio nel 2019 - scrive la consigliera comunale di Forza Italia e responsabile provinciale del partito, Paola Peruffo - È umanamente capibile se, nel frattempo, la persona in questione sia in qualche modo costretta a rivolgersi al privato o a prenotare lo stesso servizio presso strutture della Regione Veneto con tempi di attesa a volte setto/otto volte inferiori rispetto ai servizi delle Asl emiliane (i numeri in questo caso parlano chiaro)». Ma i problemi sull’erogazione dei servizi sono «di complicatissima risoluzione», sottolinea Peruffo, che commenta: «Qualcosa di più può essere fatto sul piano della comunicazione verso i cittadini, partendo da farmacie e Cup. Dal momento che la percentuale più alta di utenti è composta da anziani, perché non si incaricano gli operatori dei front office di Cup e farmacie, di ricordare agli utenti la necessità di comunicare per tempo l’eventuale annullamento delle prestazioni, avvisando altresì dell’opportunità di lasciare un numero di cellulare per ricordare l’evento calendarizzato molti mesi avanti? Così come un ulteriore aiuto a fronte di un minimo investimento sarebbe quello di rilasciare, insieme alla prescrizione, un foglio prestampato, magari colorato, in cui vengono ricordate le regole per la disdetta e le conseguenti sanzioni. Se tutto questo prevede alcuni costi da parte del Ssn, sono pur sempre inferiori ai mancati introiti, oltre al vantaggio di accorciare i tempi di attesa».
Intanto il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, ha presentato una interrogazione in Regione che ha ricapitolato alcuni disagi già segnalati all’Asl per il mese di aprile 2016 e trattati nelle scorse settimane. Fabbri ricorda le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’utenza e chiede le motivazioni degli «errori nelle segnalazioni di mancate disdette di cittadini, presentatisi invece regolarmente alle visite specialistiche», una «ricalibratura dei sistemi informatici» per evitare disguidi tra chi registra la visita e chi invia poi i verbali delle sanzioni» e quali misure la Regione intende intraprendere dopo i disagi segnalati. (gi. ca.)
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