Daspo urbano, dal quartiere Gad al centro
Il Comune amplia le aree di applicazione del provvedimento per allontanare pusher e ubriachi
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Si allarga la zona Daspo in città. Dalla Gad amplia le sue maglie ai nove chilometri del circuito mura, con particolare attenzione alle vie Baluardi e Belvedere, terre di spaccio. Ma anche a 200 metri dal raggio di ogni scuola, asilo o sede universitaria, oltre che nei pressi del duomo e della residenza municipale.
Lo ha deciso la giunta comunale, saltando in sella alle disposizioni previste dal decreto Minniti, tra queste appunto il Daspo urbano, ovvero un divieto di accesso emesso nei confronti di chi impedisce la libera accessibilità o la fruizione di aree e infrastrutture pubbliche, o viene trovato in stato di ubriachezza, oppure ancora compie atti contrari alla pubblica decenza. A Ferrara ha fatto il suo debutto in maggio, ai danni di un pusher nigeriano, allontanato dalla zona Gad per due anni. «Questa nuova perimetrazione – dice il sindaco Tagliani –, che allarga l’area utilizzata per l’ordinanza antialcool, è stata decisa d’intesa con la questura. Modifica il regolamento di polizia urbana e andrà presto in consiglio comunale».
Intanto l’assessore alla sicurezza Aldo Modonesi ricorda l’incremento della “cura” videosorveglianza: nelle prossime settimane, alle attuali 27 telecamere se ne aggiungeranno 7 in corrispondenza dei principali accessi in città e altre 18 in zona stadio. In quel quartiere, dice la comandante della polizia municipale Laura Trentini, «stiamo facendo un grosso sforzo per il presidio, e sarà operativa l’unità cinofila, con due pattuglie in più». Tra i prossimi progetti, l’ampliamento delle aree di parcheggio per poter intervenire anche con l’ausilio del personale di vigilanza. Avviato il controllo di vicinato, con la formazione di 120 “sentinelle” che operano via Whatsapp su 4 frazioni e due quartieri. «Finora – dice Trentini – ci sono arrivate solo due segnalazioni su possibili reati che poi non si sono rivelati tali. Non è un flop: piuttosto la gente dimostra di aver capito che è bene segnalare solo gli atti sospetti che possono rivelarsi significativi». (f.t.)
Lo ha deciso la giunta comunale, saltando in sella alle disposizioni previste dal decreto Minniti, tra queste appunto il Daspo urbano, ovvero un divieto di accesso emesso nei confronti di chi impedisce la libera accessibilità o la fruizione di aree e infrastrutture pubbliche, o viene trovato in stato di ubriachezza, oppure ancora compie atti contrari alla pubblica decenza. A Ferrara ha fatto il suo debutto in maggio, ai danni di un pusher nigeriano, allontanato dalla zona Gad per due anni. «Questa nuova perimetrazione – dice il sindaco Tagliani –, che allarga l’area utilizzata per l’ordinanza antialcool, è stata decisa d’intesa con la questura. Modifica il regolamento di polizia urbana e andrà presto in consiglio comunale».
Intanto l’assessore alla sicurezza Aldo Modonesi ricorda l’incremento della “cura” videosorveglianza: nelle prossime settimane, alle attuali 27 telecamere se ne aggiungeranno 7 in corrispondenza dei principali accessi in città e altre 18 in zona stadio. In quel quartiere, dice la comandante della polizia municipale Laura Trentini, «stiamo facendo un grosso sforzo per il presidio, e sarà operativa l’unità cinofila, con due pattuglie in più». Tra i prossimi progetti, l’ampliamento delle aree di parcheggio per poter intervenire anche con l’ausilio del personale di vigilanza. Avviato il controllo di vicinato, con la formazione di 120 “sentinelle” che operano via Whatsapp su 4 frazioni e due quartieri. «Finora – dice Trentini – ci sono arrivate solo due segnalazioni su possibili reati che poi non si sono rivelati tali. Non è un flop: piuttosto la gente dimostra di aver capito che è bene segnalare solo gli atti sospetti che possono rivelarsi significativi». (f.t.)
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