Frode Iva sulla vendita di telefonini e computer
La Finanza di Forlì contesta 60 milioni di euro di mancati versamenti: coinvolta anche Ferrara
FERRARA. Una maxi-frode 'carosello' da 60 milioni di euro che riguarda l'Iva nel settore della vendita di prodotti di elettronica, telefonini e computer, è stata scoperta dalla guardia di Finanza e dall'ufficio delle Dogane di Forlì, e ha riguardato prodotti venduti anche nella provincia di Ferrara, oltre che di gran parte della regione. Gli investigatori hanno anche sequestrato beni per 7 milioni di euro. L'organizzazione criminale scoperta dai finanzieri faceva capo all'amministratore di una società forlivese di commercio all'ingrosso di elettronica: oltre a non versare l'Iva, si procurava anche falsi crediti Iva attraverso l'utilizzo e l'emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il meccanismo utilizzato era quello della 'frode carosello' che consiste nell'interposizione tra il soggetto venditore e l'effettivo destinatario finale di una o più aziende fittizie. Complessivamente sono stati indagati, a vario titolo, 48 persone tra imprenditori e prestanone di società 'cartiere'. Tra i reati contestati c' anche l'utilizzo e vendita di sostanze dopanti, oltre a quelli fiscali e bancarotta fraudolenta, documentale e patrimoniale.
L'inchiesta ha carattere internazionale ed è partita nel 2015, ricostruendo a ritroso, fino al 2011, le operazioni commerciali della società forlivese in Italia e diversi paesi europei. Le società coinvolte sono 36, compesa la 'capogruppo' che è stata dichiarata fallita nel 2015 dopo aver maturato debiti per oltre 58 milioni di euro.
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