«A breve l’assemblea, niente allarmismo»
L’amministratrice del condominio, Tiziana Davì: presto un incontro tecnico con i vigili del fuoco
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Tiziana Davì, l’amministratrice del Grattacielo, lo dice subito: «Abbiamo saputo delle indicazioni formulate dai vigili del fuoco e ci siamo mossi immediatamente. Bisogna affrontare una situazione complessa ma non servono messaggi allarmistici». Davì ha già incontrato il sindaco Tagliani e l’architetto Davide Tumiati e ha ricevuto l’invito, piuttosto pressante, a presentare un progetto di adeguamento alle normative antincendio entro il 15 settembre. «Abbiamo preso contatti con il nostro tecnico, Zambonini, che seguirà tutte le fasi della procedura - prosegue l’amministratrice - lunedì (domani, ndr) incontreremo i vigli del fuoco, per la sera del 26 abbiamo convocato la riunione condominiale. Poi decideremo il da farsi, il tempo non è larghissimo ma ce la metteremo tutta. Non è la prima volta che ci troviamo alle prese con una cosiddetta emergenza e oggi la situazione del Grattacielo è diversa da quella di alcuni anni fa». In passato sono già stati eseguiti adeguamenti tecnici che però non hanno sanato la situazione complessiva. Quello che viene richiesto ora è un ulteriore intervento perché, a quanto pare, le ristrutturazioni del condominio potrebbero aver demolito alcune soluzioni strutturali (tra cui le intercapedini ricavate fra due porte con aperture per la fuoriuscita del fumo, all’ingresso di ogni alloggio) che vanno ripristinate. «Il problema dei lavori per l’antincendio non c’è da ieri - prosegue Davì - quello che è successo a Londra in effetti ha contribuito a individuare possibili situazioni di rischio per le quali va studiata e adottata una soluzione. Penso che dovremo continuare ad avere l’atteggiamento costruttivo che negli ultimi anni ha consentito al condominio di superare molte difficoltà». Più o meno cinque anni fa il Grattacielo rimase al freddo a causa della morosità sulle bollette del riscaldamento. Per una stagione, in inverno, molte famiglie cambiarono domicilio, altre si riscaldarono con stufette e non mancarono i casi di intossicazione da ossido di carbonio. Poi è stato realizzato l’impianto di teleriscaldamento con le derivazioni autonome. Gli interventi sugli ascensori hanno portato all’adozione di un sistema a codice per evitare ingressi abusivi che però deve essere revisionato perché non ha dato i risultati sperati. Per il futuro si pensa a rendere autonomi anche gli impianti di acqua potabile degli appartamenti, mentre col tempo si è ridotto l’indebitamento che tuttavia resta alto (circa 250mila euro) come la morosità. (gi.ca.)
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