La senatrice bertuzzi difende il ceta
«Accordo con il Canada senza Ogm e con altri Igp»
Accordo commerciale Ceta con il Canada e tutela dei prodotti agricoli. È l’ultima “grana” che Maria Teresa Bertuzzi (Pd), come gli altri senatori della commisione agricoltura, ha dovuto affrontare in...
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Accordo commerciale Ceta con il Canada e tutela dei prodotti agricoli. È l’ultima “grana” che Maria Teresa Bertuzzi (Pd), come gli altri senatori della commisione agricoltura, ha dovuto affrontare in questa difficile legislatura che volge al termine.
«Sì, sono stati anni difficili ma importanti per l'agricoltura. Abbiamo lavorato su diverse linee d’intervento in favore delle imprese: piano straordinario sulle nuove biotecnologie e sull'agricoltura digitale, tracciabilità ed etichettatura, biodiversità, produzioni biologiche. Poi ricambio generazionale, filiere, reti d'imprese, semplificazione. Sul piano dei diritti abbiamo lavorato sul caporalato. Poi c’è l’internazionalizzazione».
Il Ceta è stato contestato da parte del mondo agricolo. Conviene alle nostre produzioni?
«È il primo accordo con un Paese dei G7, simile al nostro per cultura democratica, per tutela dei diritti umani e civili, dove risiedono tanti nostri connazionali. Un Paese che non riconosceva i marchi territoriali come le indicazioni d'origine, ma esclusivamente i marchi aziendali. L’accordo è stato approvato, ma in aula non andrà in Senato prima della pausa estiva. Abbiamo fatto diversi incontri con i ministri Calenda e Martina, che sostengono convintamente le buone ragioni di questo accordo».
Gli oppositori sostengono che aprirà agli Ogm.
«Il principio di precauzione non viene messo in discussione. Un accordo commerciale non può farlo. Per cui le regole sanitarie ai prodotti importati anche dal Canada non vengono meno. Quello che abbiamo chiesto al Governo è di continuare a rafforzare il sistema dei controlli».
Perché tra i 41 Igp riconosciuti dal Canada non ce ne sono di ferraresi.
«Il lavoro delle nostre istituzioni sarà quello di cercare di far rientrare, in futuro, altre Igp, che un Comitato congiunto valuterà nel corso dei 7 anni. Per le nostre in particolare, avranno sicuramente un'opportunità in più da valutare. Un oceano da attraversare non è un dettaglio per piccole produzioni di nicchia. L'Italia deve continuare la sua battaglia sull'etichettatura dei prodotti alimentari, è di ieri il decreto per l'etichettatura del riso, un prodotto importante per il ferrarese, come lo sono le filiere del grano e della pasta, dove c'è spazio per il grano di qualità». (s.c.)
«Sì, sono stati anni difficili ma importanti per l'agricoltura. Abbiamo lavorato su diverse linee d’intervento in favore delle imprese: piano straordinario sulle nuove biotecnologie e sull'agricoltura digitale, tracciabilità ed etichettatura, biodiversità, produzioni biologiche. Poi ricambio generazionale, filiere, reti d'imprese, semplificazione. Sul piano dei diritti abbiamo lavorato sul caporalato. Poi c’è l’internazionalizzazione».
Il Ceta è stato contestato da parte del mondo agricolo. Conviene alle nostre produzioni?
«È il primo accordo con un Paese dei G7, simile al nostro per cultura democratica, per tutela dei diritti umani e civili, dove risiedono tanti nostri connazionali. Un Paese che non riconosceva i marchi territoriali come le indicazioni d'origine, ma esclusivamente i marchi aziendali. L’accordo è stato approvato, ma in aula non andrà in Senato prima della pausa estiva. Abbiamo fatto diversi incontri con i ministri Calenda e Martina, che sostengono convintamente le buone ragioni di questo accordo».
Gli oppositori sostengono che aprirà agli Ogm.
«Il principio di precauzione non viene messo in discussione. Un accordo commerciale non può farlo. Per cui le regole sanitarie ai prodotti importati anche dal Canada non vengono meno. Quello che abbiamo chiesto al Governo è di continuare a rafforzare il sistema dei controlli».
Perché tra i 41 Igp riconosciuti dal Canada non ce ne sono di ferraresi.
«Il lavoro delle nostre istituzioni sarà quello di cercare di far rientrare, in futuro, altre Igp, che un Comitato congiunto valuterà nel corso dei 7 anni. Per le nostre in particolare, avranno sicuramente un'opportunità in più da valutare. Un oceano da attraversare non è un dettaglio per piccole produzioni di nicchia. L'Italia deve continuare la sua battaglia sull'etichettatura dei prodotti alimentari, è di ieri il decreto per l'etichettatura del riso, un prodotto importante per il ferrarese, come lo sono le filiere del grano e della pasta, dove c'è spazio per il grano di qualità». (s.c.)
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