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Igor, il suo cadavere vale 25 mila euro

di Marcello Pulidori
Igor, il suo cadavere vale 25 mila euro

Familiari e amici del barista ucciso formalizzano la taglia: 50 mila per il primo che darà informazioni utili a catturarlo

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Mancava in effetti soltanto una taglia per fare del caso Igor uno dei più discussi e controversi degli ultimi anni. Ieri l’ultima puntata sulla saga del killer che ha già 2 persone (da lui uccise) sulla coscienza e che è ancora ricercato, ora in tutta Europa visto che nel Mezzano non dovrebbe esserci più. Non c'è, dunque, il cartello 'wanted', ma ci sono cinquantamila euro per il primo che darà informazioni utili a catturarlo; la metà, invece, vale a dire 25 mila euro, per chi fornirà notizie sul suo cadavere. Ecco le condizioni della 'taglia' su Igor il russo, accusato degli omicidi di Davide Fabbri e Valerio Verri, e latitante da oltre tre mesi. Sono proprio i familiari e gli amici di Fabbri, barista di Budrio (in provincia di Bologna), assassinato con un colpo di pistola nel suo locale la sera dell’1 aprile scorso da un rapinatore poi identificato in Norbert Feher alias Igor Vaclavic, a fissare un compenso per aiutare le ricerche, sin qui senza esito, da parte dei carabinieri. Dopo un primo annuncio dell'idea e alcuni approfondimenti legali, è l'avvocato Giorgio Bacchelli, che rappresenta la vedova, Maria Sirica, il padre della vittima, Franco, e il comitato degli amici, a diffondere notizie sul 'bando' per il killer. La forma è quella della 'promessa al pubblico' , "così come prevista dall'articolo 1989 del codice civile", e scadrà tra tre mesi, il 22 ottobre 2017. A meno che «le forze dell'ordine o altri» non rintraccino prima il ricercato. Il pagamento del compenso, fondi raccolti dal comitato, «verrà fatto ad avvenuto ed effettivo ritrovamento», del latitante "assicurato alla giustizia", spiega sempre Bacchelli.

Metà dell'importo, 25 mila euro, andrà, invece, a chi darà informazioni sul cadavere di Feher.

Tutte le segnalazioni dovranno essere indirizzate al presidente del comitato, Augusto Morena. L'iniziativa, per il legale semplicemente «un ausilio alle indagini di Polizia già da tempo attivate e tuttora in corso», segue le contestazioni riservate dagli amici del barista al ministro dell'Interno, Marco Minniti, anche con uno striscione esposto fuori dal bar. E si inserisce in un clima di rabbia da parte dei familiari delle vittime di Feher.

Sempre i parenti di Fabbri stanno valutando una iniziativa volta a chiedere i danni allo Stato per il fatto che l'indagato, espulso dal territorio nazionale nel 2015, dopo una condanna per rapine, era ancora in Italia, libero di uccidere.

I figli di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria uccisa l'8 aprile a Portomaggiore (Ferrara), la seconda vittima di Igor, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di individuare eventuali responsabilità di chi consentì che il padre potesse essere di pattuglia insieme all'agente provinciale Marco Ravaglia, rimasto peraltro gravemente ferito, in una zona poi interdetta.

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