La sorpresa del custode «Notizia che spaventa»
La possibile revoca dell’abitabilità preoccupa gli abitanti delle torri «Stiamo ultimando gran parte dei lavori ma capisco la paura del sindaco»
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«Non ne sapevamo nulla. È una notizia che ci spaventa». Questa la prima reazione dello “storico” custode del Grattacielo, Denis Gulinati, e di sua moglie dopo aver saputo il contenuto del comunicato stampa del sindaco sullo stato della sicurezza antincendio dell’edificio, emanato ieri mattina. In esso si legge infatti che, qualora il condominio non fornisca «entro il 15 settembre un progetto per la soluzione delle criticità evidenziate dal Comando dei vigili del fuoco», l’amministrazione comunale potrà essere costretta ad avviare un «procedimento per la revoca delle abitabilità».
Non è nuovo ai condomini il fatto che si debba intervenire per adeguare le torri alla normativa antincendio, ma, afferma il custode, «non ci avevano detto che la cosa stesse in questi termini». L’amministratrice del condominio, Tiziana Davì, aveva infatti già comunicato, da circa una settimana, che le norme antincendio sarebbero state un punto all’ordine del giorno della prossima assemblea di condominio convocata per il 26 luglio. Il custode e la moglie affermano che i lavori intrapresi per la messa a norma dello stabile «sono in gran parte già fatti, ci hanno però detto che mancano alcune certificazioni per renderli effettivi».
Gulinati, nei 32 anni in cui è stato custode, ricorda solo un incendio degno di cronaca: «Una signora si era addormentata con la sigaretta accesa, ma l’abbiamo estinto immediatamente, sul posto, usando i dispositivi antincendio previsti dalle norme vigenti all’epoca». Aggiunge inoltre: «Dicono che il sistema attuale sia antiquato, ma è efficacissimo: abbiamo manichette antincendio in tutti i piani dispari e, inoltre, i vecchi depositi per il gasolio sono stati bonificati e sistemati come vasche antincendio con 30.000 litri totali di acqua a disposizione», inoltre, «ogni appartamento dal primo piano in su è dotato di una doppia porta per evitare che entrino i fumi; nel mio appartamento che è al piano ammezzato non erano previsti, dato che dovevano esserci uffici, ma io l’ho fatto costruire comunque». Questi ambienti filtro fanno in modo che, qualora il fumo si propaghi lungo le scale, esso venga aspirato prima che entri negli appartamenti.
La preziosa memoria di Gulinati è, a tutti gli effetti, memoria storica del Grattacielo: per esso non solo si è speso in prima persona, ma ha anche molto investito sia in termini di tempo che di denaro. «Sappiamo che i ferraresi lo odiano» si lascia sfuggire la moglie consapevole che, nonostante si sia fatto molto, c’è ancora molto da fare per la riqualificazione dello stabile, del giardino e della famigerata zona Gad. Non mancano però parole di comprensione per l’amministrazione allarmata, evidentemente, dall’incontro con l’architetto Tumiati e dai recenti fatti di cronaca di Londra. «Capisco» afferma infatti «che adesso abbia paura anche il sindaco».
Alberto Ravani
Non è nuovo ai condomini il fatto che si debba intervenire per adeguare le torri alla normativa antincendio, ma, afferma il custode, «non ci avevano detto che la cosa stesse in questi termini». L’amministratrice del condominio, Tiziana Davì, aveva infatti già comunicato, da circa una settimana, che le norme antincendio sarebbero state un punto all’ordine del giorno della prossima assemblea di condominio convocata per il 26 luglio. Il custode e la moglie affermano che i lavori intrapresi per la messa a norma dello stabile «sono in gran parte già fatti, ci hanno però detto che mancano alcune certificazioni per renderli effettivi».
Gulinati, nei 32 anni in cui è stato custode, ricorda solo un incendio degno di cronaca: «Una signora si era addormentata con la sigaretta accesa, ma l’abbiamo estinto immediatamente, sul posto, usando i dispositivi antincendio previsti dalle norme vigenti all’epoca». Aggiunge inoltre: «Dicono che il sistema attuale sia antiquato, ma è efficacissimo: abbiamo manichette antincendio in tutti i piani dispari e, inoltre, i vecchi depositi per il gasolio sono stati bonificati e sistemati come vasche antincendio con 30.000 litri totali di acqua a disposizione», inoltre, «ogni appartamento dal primo piano in su è dotato di una doppia porta per evitare che entrino i fumi; nel mio appartamento che è al piano ammezzato non erano previsti, dato che dovevano esserci uffici, ma io l’ho fatto costruire comunque». Questi ambienti filtro fanno in modo che, qualora il fumo si propaghi lungo le scale, esso venga aspirato prima che entri negli appartamenti.
La preziosa memoria di Gulinati è, a tutti gli effetti, memoria storica del Grattacielo: per esso non solo si è speso in prima persona, ma ha anche molto investito sia in termini di tempo che di denaro. «Sappiamo che i ferraresi lo odiano» si lascia sfuggire la moglie consapevole che, nonostante si sia fatto molto, c’è ancora molto da fare per la riqualificazione dello stabile, del giardino e della famigerata zona Gad. Non mancano però parole di comprensione per l’amministrazione allarmata, evidentemente, dall’incontro con l’architetto Tumiati e dai recenti fatti di cronaca di Londra. «Capisco» afferma infatti «che adesso abbia paura anche il sindaco».
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