Bimbe islamiche in piscina entrano in acqua vestite
Perplessità e proteste: non è razzismo, ma una questione di igiene. Il sindaco: "Dovremo stare più attenti nell'interpretare il regolamento"
ARGENTA. Proteste in piscina dopo che alcune bambine di religione islamica sono entrate in acqua vestite di jeans e maglietta. Proteste rivolte alla direzione della piscina, chiamata in causa per evitare problemi di carattere igienico. E direzione e sindaco Antonio Fiorentini sono intervenuti per rispondere alle sollecitazioni dei cittadini. «È un contesto nuovo che nell’ultimo anno - ha spiegato Fiorentini - sta succedendo in altre parti e in futuro, noi dovremo stare più attenti nell’interpretare il regolamento anche nel rispetto a queste nuove situazioni che non devono più accadere».
Tutto ha preso il via nei giorni scorsi quando, durante l’orario di apertura dell’impianto natatorio di via Magrini, alcune bambine di religione islamica e provenienti da un centro ricreativo estivo, sono andate in piscina insieme ai loro compagni del Cre. Volendo entrare in acqua come ogni bambino farebbe, non hanno indossato però un regolare costume ma sono entrate in acqua con tanto di vestiti addosso.
Il fatto ha suscitato perplessità da parte di alcuni presenti e fra questi Alessandra Bosi che si è rivolta alla direzione per fare notare che il regolamento non prevede l’ingresso in acqua se non con appositi indumenti. L’episodio si è ripetuto e a quel punto, Massimo Camanzi ha deciso protestare chiamando in causa il sindaco Antonio Fiorentini. Una richiesta supportata da altri interventi che hanno riguardato esclusivamente l’aspetto igienico-sanitario e rispetto del regolamento.
La prima segnalazione, quella fatta da Alessandra Bosi, assidua frequentatrice della piscina, recita: «Premetto che feci presente il fatto alla direttrice della piscina, che per ovvi motivi a nulla è servito,....mi ritrovo oggi nelle stesse condizioni. Preciso che alcuni tipi di tessuti contengono coloranti che a contatto con il cloro diventano tossici....un regolamento che parla di costume esiste sul sito della piscina, questo vale solo per noi?». Successivamente, oltre a far notare il regolamento(che recita: «E’ sempre obbligatorio indossare il costume da bagno in vasca, a bordo vasca e nelle docce....») ha aggiunto: «In piscina serve il costume, se non vogliono farsi vedere nessun problema indossano il burkini o una muta».
La vicenda ha poi generato un vertice chiarificatore tenuto in municipio. Di qui la dichiarazione del sindaco e poco più tardi il comunicato della società che gestisce la piscina. Tornando ai commenti, va citato quello di Massimiliano Fumolo che di piscina ne sa qualcosa: «Credo che prima del sindaco la domanda vada fatta ai gestori dell'impianto e all'assistente bagnanti che era presente in quel momento, perché se presente, sarebbe opportuno che rivedesse le norme igienico sanitarie che regolano gli impianti natatori. Giusto farlo presente anche alle massime autorità perché devono rendersi conto che chi gestisce gli impianti comunali (e quindi della comunità) non prestano molta attenzione alle regole».
Un episodio analogo si era verificato pochi giorni fa in una piscina termale di Montegrotto Terme dove una donna islamica era entrata in acqua completamente vestita con diverse persone che si erano lamentate con la direzione. (g.c.)
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