«Per Marcello venga fatta giustizia»
La famiglia del giovane assassinato a Valencia chiede verità: «Chi lo ha ucciso ha premeditato l’omicidio in maniera meticolosa»
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FERRARA. Parlano per la prima volta, da quel maledetto 2 luglio il giorno in cui il loro Marcello venne ucciso. Parlano per la prima volta i suoi genitori, Mario Cenci e Roberta Previati, e chiedono giustizia. Giustizia, non vendetta. Lo hanno fatto ieri, poche ore prima del funerale, con il supporto determinante del loro legale, l’avvocato Valentina Bordonaro. «Nessun figlio dovrebbe morire prima del proprio genitore - dice subito la mamma di Marcello Cenci, il giovane 32 enne ucciso quel 2 luglio scorso a Valencia, omicidio del quale è accusato il coetaneo Eder Guidarelli, anche lui di Pontelagoscuro, in carcere ad Imperia con l’accusa, appunto, di omicidio premeditato - , perché la perdita di un figlio, del proprio bambino qualunque sia l’età, è un dolore immenso, indescrivibile, straziante. Ma la morte di mio figlio per mano di un assassino è ancora più pesante, più dolorosa e ingiustificabile. Assassino che lo ha colpito alle spalle come un codardo - prosegue la madre - ed ha premeditato in maniera meticolosa l’omicidio per mesi, spinto da un profondo desiderio di vendetta… Ricordo quando Marcello mi disse della sua prima passeggiata da solo a Valencia, della paura ma anche del suo coraggio a riprendere in mano la vita. La sua intervista/lettera dell’1 giugno che sembra quasi un testamento e che ora lo è a tutti gli effetti».
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Alla madre, in una straziante scia di dolore, segue il padre di Marcello, Mario Cenci, che dal giorno della tragedia ha avuto la forza di proseguire la sua vita e la dote di una disponibilità rara nei confronti dei diversi interlocutori, fossero questi amici, conoscenti, persone che a vario titolo hanno voluto porgergli la propria solidarietà. «Giustizia - urla quasi la penna di papà Mario - , giustizia per Marcello stroncato a 32 anni nel fiore della vita ed emigrato per lavoro. Un lavoro che non ha voluto mendicare in Italia e che si è andato a cercare dignitosamente altrove. Giustizia - chiede ancora il papà - per un essere umano che qualunque cosa avesse fatto non meritava la morte, questa morte, questa morte assurda. Giustizia per l’assassino e per tutti coloro che eventualmente ne hanno coperto azioni ed intenti. Giustizia per un mondo nuovo capace di amore verso il prossimo. Giustizia - conclude papà Mario - nelle aule di tribunale per un delitto annunciato».
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Eder Guidarelli è stato arrestato a Ventimiglia mentre rientrava in Italia dalla Spagna. Venerdì gli è stata notificata in carcere una ordinanza di custodia cautelare per omicidio aggravato dalla premeditazione dai carabinieri di Ferrara. Secondo l'accusa, Guidarelli avrebbe covato una forte gelosia nei confronti di Cenci per via di una donna. Gelosia sfociata in aggressioni a Ferrara e Valencia. Per questi episodi pendeva un processo per stalking, fissato per ottobre: erano in corso trattative per il patteggiamento e il risarcimento danni, altra possibile causa scatenante dell'omicidio consumatosi in Spagna.
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