Salva la polizia postale di Ferrara
La sede resterà in funzione grazie alla legge contro la cyber criminalità
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La spesso temuta, e infine annunciata, chiusura della sezione della Polizia postale di Ferrara non avverrà più. A “salvare” il presidio ferrarese e gli altri 6 già destinati alla soppressione (Foggia, Pistoia, Bergamo, Alessandria, Arezzo, Pisa e Treviso) è intervenuta la direttiva europea Nis (Network and Information Systems) contro il cybercrimine, a sua volta recepita dall’Italia con Decreto della Presidenza del Consiglio, convertito nella legge sul cyberbullismo. La novità ha reso necessaria una riorganizzazione dell’apparato nazionale per la cybersecurity: il nuovo orientamento, e il conseguente mantenimento dei sette presìdi Polposta già destinati alla chiusura, è stato formalizzato qualche giorno fa a Roma nel corso di una riunione con rappresentanti sindacali e dall’amministrazione e a cui hanno preso parte, tra gli altri, i ferraresi Stefano Parziale del Siulp e Stefano Paoloni del Sap. In questo modo in Emilia Romagna resteranno in funzione le sedi Polposta di Bologna, Rimini, Parma e Ferrara, dove sono attualmente in servizio sette agenti.
«È sintomatico - sottolinea il Siulp - che la legge sul cyberbullismo assuma, oggi, come figura centrale il Questore al quale vengono riconosciute apposite potestà. Il contesto in cui ci stiamo muovendo oggi è di economia 4.0 in cui la cyber minaccia costituisce elemento di particolare attenzione. La Polizia Postale è oggi preposta essenzialmente a fronteggiare attacchi cibernetici in aderenza ad una esigenza sistemica. La Nis ha come obiettivo quello di raggiungere un livello elevato di sicurezza dei sistemi delle reti e delle informazioni comuni a tutti i paesi membri dell'Ue con l'obiettivo di migliorare le capacità di cybersecutity e aumentare il livello di cooperazione».
La prossima direttiva del Ministero, spiega ancora Parziale, «è tesa a razionalizzare le forze di polizia sul territorio in un nuovo quadro organizzativo con competenze esclusive della specialità in diversi settori come ad esempio: attacchi cyber e protezione infrastrutture critiche; pedopornografia online; terrorismo; Financial cybercrime». È stata così varata una piattaforma operativa con un budget di 3 milioni e 600mila euro che tra le varie opportunità comprende quella di una riorganizzazione dei presidi territoriali con nuova denominazione degli uffici, un turnover con selezione diretta del personale (200 unità) con una struttura tecnologica centrale e una nuova infrastruttura tecnologica».
All’interno di questa rimodulazione si è dunque deciso di mantenere aperti i presidi di Foggia, Ferrara, Pistoia, Bergamo, Alessandria, Arezzo, Pisa e Treviso. La riorganizzazione prevede 28 centri Anticrimine distrettuali e 30 centri Anticrimine ordinari per un totale di 58 presidi.
«Siamo contenti di questa decisione, dettata dalle esigenze contenute nella direttiva europea - commenta per il Sap di Ferrara Luca Caprini - Speriamo che venga confermata anche in futuro considerato che Ferrara, priva di commissariati, non debba subire la perdita di presidi importanti».
«È sintomatico - sottolinea il Siulp - che la legge sul cyberbullismo assuma, oggi, come figura centrale il Questore al quale vengono riconosciute apposite potestà. Il contesto in cui ci stiamo muovendo oggi è di economia 4.0 in cui la cyber minaccia costituisce elemento di particolare attenzione. La Polizia Postale è oggi preposta essenzialmente a fronteggiare attacchi cibernetici in aderenza ad una esigenza sistemica. La Nis ha come obiettivo quello di raggiungere un livello elevato di sicurezza dei sistemi delle reti e delle informazioni comuni a tutti i paesi membri dell'Ue con l'obiettivo di migliorare le capacità di cybersecutity e aumentare il livello di cooperazione».
La prossima direttiva del Ministero, spiega ancora Parziale, «è tesa a razionalizzare le forze di polizia sul territorio in un nuovo quadro organizzativo con competenze esclusive della specialità in diversi settori come ad esempio: attacchi cyber e protezione infrastrutture critiche; pedopornografia online; terrorismo; Financial cybercrime». È stata così varata una piattaforma operativa con un budget di 3 milioni e 600mila euro che tra le varie opportunità comprende quella di una riorganizzazione dei presidi territoriali con nuova denominazione degli uffici, un turnover con selezione diretta del personale (200 unità) con una struttura tecnologica centrale e una nuova infrastruttura tecnologica».
All’interno di questa rimodulazione si è dunque deciso di mantenere aperti i presidi di Foggia, Ferrara, Pistoia, Bergamo, Alessandria, Arezzo, Pisa e Treviso. La riorganizzazione prevede 28 centri Anticrimine distrettuali e 30 centri Anticrimine ordinari per un totale di 58 presidi.
«Siamo contenti di questa decisione, dettata dalle esigenze contenute nella direttiva europea - commenta per il Sap di Ferrara Luca Caprini - Speriamo che venga confermata anche in futuro considerato che Ferrara, priva di commissariati, non debba subire la perdita di presidi importanti».
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