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Pace sulle tele dimenticate, il Comune restituisce i quadri di Cattabriga

Pace sulle tele dimenticate, il Comune restituisce i quadri di Cattabriga

Transazione con l’erede dell’artista dopo una causa legale avviata tre anni fa. Undici opere erano state concesse nel 1985 per essere esposte al Massari. Ma poi erano finite negli uffici comunali

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FERRARA. Undici dipinti e numerosi disegni e annotazioni di viaggio di Galileo Cattabriga, uno dei più importanti artisti ferraresi del Novecento, saranno restituiti dal Comune alla legittima erede. È l’esito dell’accordo scaturito dal contenzioso legale aperto tre anni fa, che pone interrogativi sulla gestione di queste opere da parte di Palazzo Municipale, fin dal 1985.

Si tratta tra l’altro di una transazione di un certo valore economico, in quanto per le opere di Cattabriga si trovano quotazioni di diverse migliaia di euro. La transazione è stata approvata nei giorni scorsi dalla giunta comunale, con un minuzioso elenco delle opere da restituire a Silvia Sabbioni Cattabriga, cognata ed erede legittima dell’artista deceduto nel 1969, e l’autorizzazione alla dirigente del servizio Gallerie d’arte moderna e contemporanea, Maria Luisa Pacelli, a sottoscriverla.

Sabbioni Cattabriga, con l’assistenza dell’amministratore di sostegno Mauro Zoboli, ha dovuto rinunciare alle pretese su altri quattro quadri, ma ha ottenuto sostanzialmente tutto quanto richiesto all’inizio della causa aperta nel 2014 nel tribunale di Ferrara.

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Ecco l’elenco dei dipinti: “Il macero” olio su tela del 1936/38; “Il falciatore” olio su cartoncino; “Pescivendolo” olio su compensato; “Natura morta con melagrane” olio su cartone del 1958; “Zucche” olio su tela; “Natura morta con pesce” olio su tela del 1940; “Germano nel campo” olio su tela del 1940; “Campagna ferrarese (con picchio)” olio su tela; “Autoritratto con sciarpa bianca” olio su compensato del 1965; “Ragazza in riva al Po” olio su tela 1954/55; “Paesaggio ferrarese (La Malavista)” olio su cartone. In più cisono sette notes con appunti di viaggio, tra gli altri, con Italo Balbo; 34 disegni e vario materiale.

I quadri erano stati concessi per essere esposti in una sala Cattabriga del Museo Massari, allestita da Franco Farina. Negli anni, e con l’arrivo di nuovi direttori, la sala venne disallestita e i quadri finirono ad abbellire vari uffici comunali. Gli eredi Cattabriga se ne accorsero e si rivolsero al tribunale, in una causa che era già andata piuttosto avanti prima di produrre la transazione che dovrebbe essere siglata a settembre. (s.c.)

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