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Scatti stipendio, contesa in Unife

Il rettore porta in Senato accademico il regolamento tra malumori e dissensi

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Luglio caldissimo per Unife, ma il meteo questa volta non c’entra. La causa è il dissenso su alcune posizioni emerse durante una recente riunione del Senato accademico che hanno innescato un fulmineo botta e risposta istituzionale da parte del rettore, Giorgio Zauli, che a quella discussione non ha partecipato. Al centro della questione è il nuovo regolamento sugli scatti stipendiali messo a punto da una commissione dell’università, competenza prevista dalla legge Gelmini. Ogni ateneo dovrà valutare le domande relative agli scatti stipendiali presentate dai docenti sulla base dell’impegno espresso dal richiedente nell’ambito didattico, della ricerca e gestionale. Il testo elaborato dalla commissione è andato in Senato il 19 luglio e dal consesso è giunta, tra le proposte, anche quella di posticipare a dopo l’estate il confronto sul documento. Nel frattempo sarebbe stata promossa una consultazione nei dipartimenti. La richiesta, in questi termini, non è stata però accolta dal rettore, che ha convocato il Senato per mercoledì 26, quando l’organismo dovrà esprimersi su un testo-base che, afferma Zauli, «potrà essere modificato e revisionato dopo che sarà sottoposto al corpo docente nelle prossime settimane». Proprio la scelta di approvazione il «testo-base» di regolamento, come lo definisce lo stesso rettore, prima del dibattito nei dipartimenti ha però suscitato malumori in ateneo. Tra i requisiti più contestati per il via agli scatti c’è l’obbligo di presentare in un triennio almeno due prodotti di ricerca da conferire poi agli organismi che curano la valutazione dell’attività di ricerca degli atenei (Anvur) e il peso attribuito ad un eventuale procedimento disciplinare subìto (non dà diritto alla richiesta). C’è chi commenta che in questo modo il docente può essere sottoposto a condizionamenti dall’ateneo stesso e costretto a consegnare propri lavori al ministero contro la sua volontà. Zauli ribatte che il regolamento «potrà essere migliorato», che «l’abbiamo già cambiato in alcuni punti (rischio penalizzazione per chi è in aspettiva), che «sarebbe meglio che gli scatti fossero automatici per tutti, ma la legge ha preso un’altra strada» e che «però lo sciopero dei docenti non è la scelta più giusta perché penalizza gli studenti».

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