La Nuova Ferrara

Ferrara

le indagini

Eder continua a negare. «Ricostruzione surreale»

Eder Guidarelli
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Eder Guidarelli

Omicidio di Valencia, l’interrogatorio dell’accusato in carcere a Imperia. I suoi stessi difensori mostrano dubbi: sono riemersi i fantasmi del passato

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FERRARA. Continua a negare, di aver ucciso l’amico Marcello Cenci, a Valencia, sotto casa sua, la notte del 2 luglio scorso. Eder Guidarelli, in carcere per l’omicidio dell’amico, lo ha ripetuto anche ieri (24 luglio) davanti al gip del tribunale di Imperia, Massimiliano Botti, giudice al quale ha rinnovato la sua estraneità. Ma l’ha fatta, questa professione di discolpa, senza convincere nemmeno i suoi stessi legali che al termine dell’interrogatorio di ieri mattina spiegano che «Eder Guidarelli ha risposto all’interrogatorio, negando tutti gli addebiti e fornendo una ricostruzione surreale degli avvenimenti di quella serata». Da qui il non convincimento dei due difensori, Eugenio Gallerani e Giacomo Forlani, i quali aggiungono e sottolineano, spiegando le dichiarazioni del loro assistito incarcerato: «L’impressione che abbiamo avuto è stata che in quei tragici giorni siano riemersi in Eder i fantasmi del suo passato».

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Poche parole, una dichiarazione scarna, per sintetizzare una tragedia sulla quale gli inquirenti, polizia spagnola prima, e procura e carabinieri di Ferrara, poi, hanno invece le idee chiarissime. Tanto che sulla base dei riscontri raccolti finora, procura e tribunale di Ferrara non hanno avuto dubbi e hanno emesso l’ordine di custodia cautelare contro Eder per omicidio premeditato e aggravato. E l’atto di ieri mattina rappresentava, di fatto, l’interrogatorio di garanzia proprio in seguito all’ordine di custodia ferrarese. Lui, dunque, Eder Guidarelli continua a negare ma è evidente che dovrà fare i conti prima con se stesso, poiché nella ricostruzione che avrebbe dato al giudice dell’incontro avuto con Cenci (questo ha sempre ammesso di averlo incontrato e aver discusso e basta), i fatti come li ha descritti è impossibile che si siano verificati come indicato, se non nella sua testa. L’interrogatorio è durato un’ora e mezza e ora gli atti da Imperia verranno trasmessi alla procura di Ferrara per le valutazioni nell’inchiesta.

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Inchiesta che ha messo in luce che Guidarelli ha ucciso Marcello Cenci a Valencia con «lucida determinazione» e l’omicidio di cui è accusato - e per questo è in carcere - è stato premeditato, approfittando dalla impossibilità della vittima di reagire e commesso nei confronti di una persona già bersaglio di stalking: da qui le tre aggravanti contestate a Eder sulla base di indagini dei carabinieri del Reparto investigativo e della procura che hanno poi indotto il gip Piera Tassoni a ordinare la custodia cautelare in carcere nei confronti di Guidarelli, notificata nei giorni scorsi a Imperia, dove Eder è detenuto dal 2 luglio in seguito al mandato di arresto europeo spiccato dalle autorità spagnole.

Gli inquirenti italiani ora però debbono attendere il responso della Corte d’Appello di Genova sulla competenza territoriale del caso, ovvero se debba essere gestito dalla magistratura italiana o da quella spagnola. La Corte ha tempo per pronunciarsi, non ci sono indicazioni precise sui termini entro i quali dovrà prendere una decisione e quindi è difficile prevede dove questa inchiesta e il relativo processo andrà ad incardinarsi.


 

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