Ennesimo furto di rame ai danni del Palasport
Da rubare c’erano rimasti solo 2 metri di cavo: portati via anche quelli L’impianto è momentaneamente senz’acqua, fuori uso i sollevatori
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Se il bottino è stato molto modesto (un metro e mezzo circa di cavi di rame) è solo perché ormai non c’era rimasto quasi più nulla da rubare. Continua imperterrito e impunito lo spoglio a puntate dal Palasport: appena dieci giorni fa l’ultima incursione, prima ancora i ladri avevano colpito a dicembre. L’altro notte un altro, beffardo, colpo. L’obiettivo, sempre lo stesso: i cavi di rame, l’oro rosso molto ambito dai ladri perché prezioso, molto utilizzato, semplice da rubare, leggero da trasportare e facile da rivendere sottobanco.
Il furto è stato scoperto ieri mattina, e nemmeno immediatamente, perché i malviventi hanno avuto cura di cancellare le tracce del loro passaggio, rimettendo a posto la recinzione, richiudendo il tombino e riaccostando l’anta della cabina elettrica. Approfittando del buio e dell’assenza di telecamere e allarmi, i ladri hanno portato via l’ultimo cavo di rame ancora rimasto, quello appunto che va dal tombino alla cabina elettrica, che è stata forzata. Vista l’esiguità della refurtiva, nemmeno due metri di rame, i malviventi hanno cercato di rimpinguare il bottino scassinando la porta di un vicino ripostiglio, non trovando però nulla da rubare. Compiuta l’ultima razzia, i ladri hanno rimesso tutto in ordine e si sono dileguati.
Comincia a essere preoccupante la frequenza e la facilità con cui agiscono i “predoni del Palasport”. La spogliazione di rame degli ultimi giorni ha già avuto come effetto quello di mettere fuori uso gli impianti di sollevamento delle acque, lasciando l’impianto temporaneamente privo di fornitura idrica.
Un disagio attenuato dall’assenza, in questo periodo, di allenamenti, ma che nulla toglie alla gravità della situazione. Nel corso dell’ultimo raid, a metà luglio, i malviventi avevano fatto man bassa di rame portando via 600 metri di cavi, dopo aver tagliato il lucchetto della cabina elettrica. Stesso copione sette mesi prima, a dicembre, quando la razzia di 280 metri di cavi di rame aveva addirittura fatto saltare la partita tra Bondi e Trieste.
Una “persecuzione” che solo dieci giorni fa aveva indotto il presidente Fabio Bulgarelli a sollecitare un intervento del Comune per rafforzare le misure di pubblica sicurezza e di prevenzione dei furti in quella che, da questo punto di vista, si è dimostrata una struttura colabrodo, esposta alle azioni dei malintenzionati.
Ieri mattina, oltre a una Volante della polizia di Stato a cui è stato denunciato il furto, sul posto è intervenuto anche Fausto Molinari, dirigente dell’assessorato allo Sport.
Alessandra Mura
Il furto è stato scoperto ieri mattina, e nemmeno immediatamente, perché i malviventi hanno avuto cura di cancellare le tracce del loro passaggio, rimettendo a posto la recinzione, richiudendo il tombino e riaccostando l’anta della cabina elettrica. Approfittando del buio e dell’assenza di telecamere e allarmi, i ladri hanno portato via l’ultimo cavo di rame ancora rimasto, quello appunto che va dal tombino alla cabina elettrica, che è stata forzata. Vista l’esiguità della refurtiva, nemmeno due metri di rame, i malviventi hanno cercato di rimpinguare il bottino scassinando la porta di un vicino ripostiglio, non trovando però nulla da rubare. Compiuta l’ultima razzia, i ladri hanno rimesso tutto in ordine e si sono dileguati.
Comincia a essere preoccupante la frequenza e la facilità con cui agiscono i “predoni del Palasport”. La spogliazione di rame degli ultimi giorni ha già avuto come effetto quello di mettere fuori uso gli impianti di sollevamento delle acque, lasciando l’impianto temporaneamente privo di fornitura idrica.
Un disagio attenuato dall’assenza, in questo periodo, di allenamenti, ma che nulla toglie alla gravità della situazione. Nel corso dell’ultimo raid, a metà luglio, i malviventi avevano fatto man bassa di rame portando via 600 metri di cavi, dopo aver tagliato il lucchetto della cabina elettrica. Stesso copione sette mesi prima, a dicembre, quando la razzia di 280 metri di cavi di rame aveva addirittura fatto saltare la partita tra Bondi e Trieste.
Una “persecuzione” che solo dieci giorni fa aveva indotto il presidente Fabio Bulgarelli a sollecitare un intervento del Comune per rafforzare le misure di pubblica sicurezza e di prevenzione dei furti in quella che, da questo punto di vista, si è dimostrata una struttura colabrodo, esposta alle azioni dei malintenzionati.
Ieri mattina, oltre a una Volante della polizia di Stato a cui è stato denunciato il furto, sul posto è intervenuto anche Fausto Molinari, dirigente dell’assessorato allo Sport.
Alessandra Mura
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