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Ferroli, confermati gli esuberi

L’incontro al Mise a Roma non ha prodotto risultati significativi 

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DOSSO. Faccia a faccia ieri a Roma al ministero dello Sviluppo Economico per vedere se di fronte al ministero la Ferroli, proprietaria dell’ex Lamborghini Calor si impegnava a far diminuire il numero degli esuberi che sono 459 in totale. Così non è stato e i sindacati valuteranno (oggi assemblea nel quartier generale di San Bonifacio) quale iniziativa importante fare nel territorio di Verona per tenere alta l'attenzione. Per quanto l’azienda di Dosso (a Roma c’erano Sandra Rizzo per la Fim-Cisl e Samuele Lodi per la Fiom-Cgil) confermata la logistica dei ricambi che vedrà ricollocate circa una decina di persone su un esubero di 39. Un anno fa a Roma i vertici del gruppo si erano impegnati a individuare un piano industriale di rilancio, che non fosse solamente un piano finanziario fatto di tagli. La procedura avviata due settimane fa per il licenziamento di 400 dipendenti, 300 dei quali solo nello stabilimento di San Bonifacio, e investimenti per la crescita dell’azienda praticamente nulli sottolineano i rappresentanti sindacali. Lo scopo dell’incontro era di mettere i vertici della Ferroli alle strette, ribadendo la necessità «di un piano industriale con investimenti che rilanci l’azienda e l’occupazione».

L’altra richiesta avanzata riguardava gli ammortizzatori sociali conservativi che permettano all’azienda di avere il tempo per trovare le soluzioni possibili per consentire sviluppo di piani di investimenti, riqualificazione personale e tutela occupazione.

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