«Irregolarità nelle ambulanze La Regione non ha detto tutto»
Piccinini (M5S) sugli esiti dei controlli Asl sui mezzi di soccorso: vecchi e con troppi chilometri L’interrogazione: non si rinnovino le convenzioni alle associazioni che hanno sgarrato
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Ambulanze troppo vecchie o con troppi chilometri percorsi, controlli molto spesso lacunosi e che non sempre hanno tenuto conto di tutti i parametri necessari. È questo il bilancio delle verifiche che l’Asl di Ferrara ha svolto dal maggio 2016 al giugno del 2017 sui mezzi appartenenti alle associazioni di volontariato che gestiscono, non senza polemiche, il servizio di soccorso. Proprio a giugno una delle associazioni, Comacchio Soccorso, aveva ricevuto contestazioni per 400mila euro dall’Ispettorato del Lavoro per aver utilizzato i volontari come lavoratori subordinati.
Ora gli esiti dei controlli Asl vengono resi pubblici da Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione per capire il perché la Giunta in risposta a una richiesta di marzo, e anche nelle scorse settimane, «abbia negato l’esistenza di irregolarità nei controlli effettuati dall’Asl sui mezzi di soccorso», sostenendo invece che le 18 ispezioni avevano avuto tutte esito positivo. «Grazie ad un dettagliato accesso agli atti abbiamo scoperto che la situazione idilliaca che l’assessore Venturi ha prospettato qualche settimana fa non corrisponde alla realtà dei fatti – spiega Silvia Piccinini – Dai verbali ispettivi redatti dal gruppo di controllo dell’Asl sull’attività delle associazioni di volontariato nell’ultimo anno sono diverse e ricorrenti le irregolarità che sono state riscontrate. La maggior parte riguarda la vetustà delle ambulanze utilizzate nonostante abbiano abbondantemente sforato sia il limite dei 7 anni dalla data dell’accreditamento o dei 300mila chilometri percorsi. In più in diversi casi sono stati riscontrate lacune nella formazione degli operatori con le associazioni che hanno dovuto ricorrere ai ripari». Nel dettaglio, la Pubblica Assistenza di Portomaggiore, per mancanza di altri mezzi disposizione, aveva utilizzata un’ambulanza con chilometraggio oltre i limiti previsti dall’accreditamento. Nico Soccorso aveva un mezzo con più di 300mila km; due dei mezzi di Voghiera Soccorso superava i 7 anni previsti. Stesso rilievo per Comacchio Soccorso, dove inoltre altri mezzi erano stati immatricolati con la formula di “noleggio senza conducente” non prevista dalla convenzione. Tutti rilievi in seguito ai quali l’Asl aveva imposto alle associazioni di mettersi in regola entro il 31 dicembre di quest’anno. Dunque, ribadisce Piccinini, non è vero che tutto era filato liscio nel corso delle ispezioni.
«Quello che ci chiediamo - continua la consigliera - è come abbiano fatto queste associazioni a ottenere e mantenere l’accreditamento in queste condizioni con criticità che forse non sarebbero mai emerse senza questa attività di controllo di tipo straordinario». Per questo nella sua interrogazione la consigliera regionale M5S chiede, in vista del rinnovo delle convenzioni che andranno in scadenza tra qualche giorno, di escludere le associazioni che, nonostante i richiami, non abbiano sanato le criticità rilevate.
«Tutta questa situazione conferma quanto sosteniamo da tempo – conclude Piccinini – ovvero che la circolare 6 del 2014 in materia di accreditamento del trasporto infermi e soccorso, vada totalmente rivista. Non si può basare un servizio importante come quello che riguarda il soccorso sanitario su un sistema che non assicura il rispetto delle regole. La Regione non perda altro tempo, tuteli gli utenti e i tanti operatori sanitari pubblici che si ritrovano quotidianamente in difficoltà, per sovraccarico di lavoro e per la presenza di servizi mal gestiti dalle Asl».
Ora gli esiti dei controlli Asl vengono resi pubblici da Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione per capire il perché la Giunta in risposta a una richiesta di marzo, e anche nelle scorse settimane, «abbia negato l’esistenza di irregolarità nei controlli effettuati dall’Asl sui mezzi di soccorso», sostenendo invece che le 18 ispezioni avevano avuto tutte esito positivo. «Grazie ad un dettagliato accesso agli atti abbiamo scoperto che la situazione idilliaca che l’assessore Venturi ha prospettato qualche settimana fa non corrisponde alla realtà dei fatti – spiega Silvia Piccinini – Dai verbali ispettivi redatti dal gruppo di controllo dell’Asl sull’attività delle associazioni di volontariato nell’ultimo anno sono diverse e ricorrenti le irregolarità che sono state riscontrate. La maggior parte riguarda la vetustà delle ambulanze utilizzate nonostante abbiano abbondantemente sforato sia il limite dei 7 anni dalla data dell’accreditamento o dei 300mila chilometri percorsi. In più in diversi casi sono stati riscontrate lacune nella formazione degli operatori con le associazioni che hanno dovuto ricorrere ai ripari». Nel dettaglio, la Pubblica Assistenza di Portomaggiore, per mancanza di altri mezzi disposizione, aveva utilizzata un’ambulanza con chilometraggio oltre i limiti previsti dall’accreditamento. Nico Soccorso aveva un mezzo con più di 300mila km; due dei mezzi di Voghiera Soccorso superava i 7 anni previsti. Stesso rilievo per Comacchio Soccorso, dove inoltre altri mezzi erano stati immatricolati con la formula di “noleggio senza conducente” non prevista dalla convenzione. Tutti rilievi in seguito ai quali l’Asl aveva imposto alle associazioni di mettersi in regola entro il 31 dicembre di quest’anno. Dunque, ribadisce Piccinini, non è vero che tutto era filato liscio nel corso delle ispezioni.
«Quello che ci chiediamo - continua la consigliera - è come abbiano fatto queste associazioni a ottenere e mantenere l’accreditamento in queste condizioni con criticità che forse non sarebbero mai emerse senza questa attività di controllo di tipo straordinario». Per questo nella sua interrogazione la consigliera regionale M5S chiede, in vista del rinnovo delle convenzioni che andranno in scadenza tra qualche giorno, di escludere le associazioni che, nonostante i richiami, non abbiano sanato le criticità rilevate.
«Tutta questa situazione conferma quanto sosteniamo da tempo – conclude Piccinini – ovvero che la circolare 6 del 2014 in materia di accreditamento del trasporto infermi e soccorso, vada totalmente rivista. Non si può basare un servizio importante come quello che riguarda il soccorso sanitario su un sistema che non assicura il rispetto delle regole. La Regione non perda altro tempo, tuteli gli utenti e i tanti operatori sanitari pubblici che si ritrovano quotidianamente in difficoltà, per sovraccarico di lavoro e per la presenza di servizi mal gestiti dalle Asl».
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