«Per te la vita era un divertimento»
In una lettera letta da don Marco, il ricordo della sorella. Presenti alle esequie anche i titolari della fabbrica dove lavorava
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CASUMARO. «Simone, un vulcano di idee, un instancabile, un lavoratore, un figlio, un fratello, soprattutto un amico per tutti. Hai fatto della tua vita un divertimento. Hai dato e fatto talmente tanto, e avresti avuto ancora tanto da dare». Con queste parole cariche di commozione e di amore, la sorella Francesca ha ricordato Simone Giuliani. In tanti ieri, dentro e fuori la sala polivalente, hanno partecipato al funerale del giovane, 29 anni, morto nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana in un terribile incidente avvenuto all'altezza della rotatoria di San Carlo della Cispadana. All'ultimo saluto di Simone, moltissimi giovani, amici e volontari alla sagra della lumaca di Casumaro, tantissimi colleghi e gli stessi titolari del gruppo Sag Tubi, dove il giovane lavorava tra Finale Emilia e Cento come tecnico meccanico, e dove lavora anche il padre Sergio. Presenti anche i colleghi della Copma della mamma Cristina. Profondo cordoglio anche tra i tanti casumaresi che hanno voluto testimoniare la vicinanza alla famiglia Giuliani. E' alla mamma Cristina, al papà Sergio e alla sorella Francesca, che don Marco si è rivolto con un messaggio di speranza, facendosi portavoce dell'affetto di tutta la comunità: «Siete e rimanete uniti, appoggiatevi l'uno all'altro, è la vostra forza. In tanti hanno promesso di starvi vicino. Ma questa storia non finisce così, la vita di Simone ricomincia accanto al Signore». E ricordando l'incredibile voglia di vivere di Simone: «Non è una colpa. C'è un periodo in cui la vita scorre, in cui si vuole vivere ed essere felici appieno, senza pensare ai limiti o alla prudenza. Siamo fatti per la vita, è Dio che ce l'ha data. Per questo la storia non finisce quo. Simone sarà diverso, ma sarà per sempre al vostro fianco. La vita di Simone è stata preziosa qui, e lo sarà anche in cielo». Tutt'altro che semplice trovare le parole giuste in un momento simile, ma la sorella Francesca c'è riuscita. Le ha affidate ad una lettera, letta da don Marco. Poche parole, ma cariche di emozione ed amore, per ricordare Simone: «Difficile descriverti, perché tu sei troppo. Troppe cose al contempo. Hai fatto della tua vita un divertimento, anche quando di divertente non c'era niente. Hai superato tante avventure e ostacoli, hai fatto ridere ma, nelle occasione giuste, saprai farti riconoscere. Magari in lontananza, ritorneremo a sentire i mille rumori che facevi con i tuoi motorini, le risate per i danni che combinavi, e la tua voglia di divertirsi. Nella consapevolezza di averti vicino, ti ripeto una frase che ormai non sopporterai più per le tante volte che ti è stata detta 'Simo stai attento, vai piano e torna presto». Dopo il rito funebre, un lungo corteo ha accompagnato la salma al cimitero.(be.ba.)
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