Infortunio al Petrolchimico, oggi proteste a sciopero
Dura presa di posizione dei sindacati: «Prevenzione inadeguata, cantiere muro impenetrabile». L'operaio folgorato è ancora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del Maggiore di Bologna
FERRARA. Due ore di sciopero alla fine di ciascun turno di lavoro, questa mattina (25 luglio), con volantinaggio fino alle 8.30 e assemblea generale di tutte le imprese del petrolchimico, in mensa, a partire dalle 15. È questa la risposta di Cgil, Cisl e Uil, con le rispettive rappresentanze aziendali, al gravissimo infortunio di ieri mattina, quando un operaio di 53 anni, dipendente di una ditta esterna, è rimasto folgorato mentre lavorava nel cantiere del nuovo impianto Versalis. L'uomo, ancora gravissimo, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del Maggiore di Bologna.
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«È l’ultimo di una lunga serie d’incidenti che si sono succeduti all’interno del polo chimico - si legge nella nota congiunta diffusa in serata - che denuncia l’inadeguatezza dei sistemi di prevenzione in uso e richiama le aziende e le organizzazioni datoriali a non sottrarsi alle proprie responsabilità e a rispettare gli impegni assunto solo un anno fa a definire alle proprie responsabilità e a rispettare gli impegni assunti solo un anno fa a definire l’accordo quadro sul Petrolchimico».
I sindacati elencano la «centralità del tema della sicurezza e della prevenzione, che veda il coinvolgimento in ogni momento delle attività, sin dalla verifica delle autorizzazioni preliminari all’avvio dei lavori, dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza»; l’istituzione di un Rls per tutto il sito, che «garantirebbe la copertura sindacale e la tutela per tutti i lavoratori, come nel caso del cantiere ferrarese di Rivetti che non vede l’elezione da parte dei lavoratori di un proprio rappresentante per la sicurezza»; regole certe per gli appalti.
Quanto al cantiere del nuovo impianto Versalis, dov’è avvenuto l’incidente, i sindacati denunciano «il muro impenetrabile rispetto alla conoscenza di come vengono realizzati i lavori e dov’è azzerata la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze». Cgil, Cisl e Uil, quindi, esprimono «sincera vicinanza» al lavoratore, e chiedono che «gli organi inquirenti accertino le responsabilità di coloro che hanno non correttamente adempiuto ai doveri legati all’adozione di misure di prevenzione».
Nel cantiere della Rivetti Elettroimpianti si stanno già installando le linee elettriche. Tutto era stato già messo in tensione (ossia energia elettrica già in linea) e in una cabina elettrica stava operando il tecnico che è rimasto folgorato. Emanuele Minuzzo, il tecnico elettricista 53enne, viene indicato come esperto, altamente qualificato, uno dei responsabili nel cantiere delle attività nelle cabine.
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