«Abbiamo avuto paura Era come un tornado»
I commenti di alcuni residenti dopo la paura per l’ondata di maltempo Si contano i danni e c’è molta arrabbiatura. Non si sa come smaltire i rifiuti
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TRESIGALLO. La tempesta è passata. Ma rimane la paura per il meteo ormai incontrollabile. E si aggiungono anche perplessità su cosa è necessario fare il giorno dopo. Siamo tornati , ieri mattina, a Tresigallo. La casa parzialmente scoperchiata fa parte di quel gruppo di abitazioni costruite sfruttando un recupero industriale. Case nuove poco più di dieci anni dalla costruzione. Nei cortili delle case a schiera c’è materiale isolante catramato, strappato dal vento e rimosso dai vigili del fuoco. In un giardino dirimpetto alla casa danneggiata ci sono una bella signora anziana e la sua collaboratrice.«Ieri, tanta paura» ci dice Jolanda Maurizi - . C'era un vento tale che è volato via, lontano, anche l'ombrellone».« Stavo venendo a prendere servizio - ci dice Sabrina Scugli- ed ho visto che la situazione era tremenda. C'erano già i vigili, erano circa le 17, ed hanno lavorato a lungo, sui tetti. Bravissimi. Hanno continuato fino a sera, attaccati alla gru». Le signore, poi, ci indica le porte aperte della casa di fronte. Ci sono i proprietari della casa danneggiata, Andrea Castaldini e Cinzia Greghi.« Siamo qui, non sappiamo cosa fare». Andrea Castaldini, come tante persone che si trovano la casa danneggiata da eventi atmosferici o calamità naturali è a metà tra la rassegnazione e una certa arrabbiatura. Come spesso accade, è consapevole che c'è molto da fare, ma non sa da dove cominciare:« Tutto quanto è stato rimosso dal tetto ci dicono sia considerato rifiuto speciale. Non sappiamo come smaltirlo. E poi dobbiamo pensare alle riparazioni. Il tetto senza isolante ed impermeabilizzazione è un grosso problema. È partito tutto come se fosse un cerotto strappato dall'inizio alla fine delle case. Non ci sono nemmeno possibilità di sostegno per le calamità naturali, perché non è stato chiesto lo stato di calamità adesso cominciano ad essere tante, le situazioni come questa».« Sappiamo che avremo molta roba da fare- dice Cinzia- ma sarebbe bello che almeno ci fosse una procedura da adottare. Segui quella e ti rimetti in condizioni. Anche solo per i rifiuti, che prima di esserlo erano il nostro tetto». Il cortile vicino è quello del panificio “Non Solo Pane”. Anch'esso ingombro di materiale. « Noi – ci dice Daniela Busato- il pomeriggio siamo chiusi. Mia figlia Michela era venuta per l'impasto madre, ed è arrivata appena successo. Paura, tanta, e la sensazione stranissima di vedere la casa intatta davanti e tutta l'attività dietro». Michela conferma: «Non pensavo di trovare danni ero venuta come sempre. Quando sono arrivata ho visto l'attività. Il cortiletto pieno? Non potevamo lasciare tutto di là: non sarebbero riusciti a entrare in casa ».
Alessandro Bassi
Alessandro Bassi
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