Il carcere sta scoppiando «Troppa violenza in cella»
Ispettori aggrediti dai detenuti, carenza di organico cronica, sovraffollamento Il Sappe: invece di trasferire i riottosi lo si fa con gli agenti senza rispettare regole
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Non c’è pace all’interno del carcere cittadino dell’Arginone, tanto che il Sappe, il principale sindacato degli agenti di polizia penitenziaria, denuncia «la totale inerzia» dell’Amministrazione Penitenziaria nell’affrontare i copiosi problemi che in questi mesi si sono presentati. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il trasferimento, interno e provvisorio, di un ispettore capo, Roberto Tronca (uno degli ispettori più esperti, nonchè segretario provinciale Sappe), perchè vittima di una aggressione da parte di un detenuto è stato deciso - critica il Sappe - «invece di trasferire il detenuto in altro carcere, l’amministrazione ha disposto la sua assegnazione provvisoria in un altro servizio».
Un reparto in difficoltà
Il Sappe provinciale (per voce del vicesegretarioFrancesco Tucci) e quello nazionale (segretario generale Donato Capece) rinnovano il fatto che da tempo «sono state denunciate le forti e rilevanti criticità in cui versa il reparto della Polizia penitenziaria di Ferrara». «In eventi - gli ultimi - che hanno evidenziato lacune che da tempo il Sappe rivendica e rinnova». In primis, il trasferimento di Tronca, «senza rispettare relazioni sindacali e senza nessun coinvolgimento delle stesse organizzazioni sindacali». Tronca, coordinatore del suo reparto interno al carcere, era stato aggredito da un detenuto (una delle tante aggressioni registrate )e ora è stato trasferito temporaneamente al Nucleo traduzioni , senza rispettare dicevamo le regole sindacali. Goccia da criticare, in un vaso ormai pieno di problemi che ha portato il Sappe «a non avallare l’operato della direzione del carcere Ferrara». «Che pur in presenza di contrasti, almeno solo dialettici, non ha dato alcuna prova in grado di scorgere segnali per nuovi confronti, ponendo in essere atteggiamenti che – anzi – hanno alimentato ancor di più il dissidio in atto».
Sulle aggressioni subite dalla Polizia penitenziaria, spiega il Sappe «i provvedimenti amministrativi innescati hanno dato luogo a lungaggini ingiustificate, per niente accompagnate da trasferimenti dei detenuti riottosi in altri istituti». Da qui la critica anche per quanto riguarda i colloqui che i detenuti rivendicano con gli educatori, «le cui tempistiche risultano essere molto lunghe e spesso mandano in ansia gli stessi detenuti ristretti che si autolesionano». Che fare? «Gli educatori (a parere del Sappe) dovrebbero recarsi in istituto almeno tre giorni a settimana per svolgere i colloqui con i detenuti».
Cronica carenza organico
E che dire del personale? «La carenza di organico è sempre più cronica»: e prima di garantire trasferimenti richiesti del personale - la critica del Sappe - «si dovrebbe prima valutare nel dettaglio anche il ripercuotersi sull’organico della struttura ferrarese». Visto che «il sovraffollamento - sottolinea duro il Sappe -appare dilagare in lungo e in largo: alla capienza dell’istituto pari a 370 posti letto, siamo giunti ad avere disponibilità solo e pochissimi ulteriori posti, esautorando il livello massimo di contenimento all’interno delle camere dei vari reparti». E allora? Le conclusioni sono nette: «Tutto questo determina grandi problemi gestionali, sfociando in condotte violente e autolesive dei detenuti stessi: alla luce di tutto ciò si chiede subito ad Amministrazione e direzione di porre immediato rimedio ai problemi e incontro urgente con il Provveditorato regionale».
Un reparto in difficoltà
Il Sappe provinciale (per voce del vicesegretarioFrancesco Tucci) e quello nazionale (segretario generale Donato Capece) rinnovano il fatto che da tempo «sono state denunciate le forti e rilevanti criticità in cui versa il reparto della Polizia penitenziaria di Ferrara». «In eventi - gli ultimi - che hanno evidenziato lacune che da tempo il Sappe rivendica e rinnova». In primis, il trasferimento di Tronca, «senza rispettare relazioni sindacali e senza nessun coinvolgimento delle stesse organizzazioni sindacali». Tronca, coordinatore del suo reparto interno al carcere, era stato aggredito da un detenuto (una delle tante aggressioni registrate )e ora è stato trasferito temporaneamente al Nucleo traduzioni , senza rispettare dicevamo le regole sindacali. Goccia da criticare, in un vaso ormai pieno di problemi che ha portato il Sappe «a non avallare l’operato della direzione del carcere Ferrara». «Che pur in presenza di contrasti, almeno solo dialettici, non ha dato alcuna prova in grado di scorgere segnali per nuovi confronti, ponendo in essere atteggiamenti che – anzi – hanno alimentato ancor di più il dissidio in atto».
Sulle aggressioni subite dalla Polizia penitenziaria, spiega il Sappe «i provvedimenti amministrativi innescati hanno dato luogo a lungaggini ingiustificate, per niente accompagnate da trasferimenti dei detenuti riottosi in altri istituti». Da qui la critica anche per quanto riguarda i colloqui che i detenuti rivendicano con gli educatori, «le cui tempistiche risultano essere molto lunghe e spesso mandano in ansia gli stessi detenuti ristretti che si autolesionano». Che fare? «Gli educatori (a parere del Sappe) dovrebbero recarsi in istituto almeno tre giorni a settimana per svolgere i colloqui con i detenuti».
Cronica carenza organico
E che dire del personale? «La carenza di organico è sempre più cronica»: e prima di garantire trasferimenti richiesti del personale - la critica del Sappe - «si dovrebbe prima valutare nel dettaglio anche il ripercuotersi sull’organico della struttura ferrarese». Visto che «il sovraffollamento - sottolinea duro il Sappe -appare dilagare in lungo e in largo: alla capienza dell’istituto pari a 370 posti letto, siamo giunti ad avere disponibilità solo e pochissimi ulteriori posti, esautorando il livello massimo di contenimento all’interno delle camere dei vari reparti». E allora? Le conclusioni sono nette: «Tutto questo determina grandi problemi gestionali, sfociando in condotte violente e autolesive dei detenuti stessi: alla luce di tutto ciò si chiede subito ad Amministrazione e direzione di porre immediato rimedio ai problemi e incontro urgente con il Provveditorato regionale».
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