giudice boccia ritiro della patente
Ubriaca a casa, non nella sua auto
Copparo, il test 2 ore dopo: «non c’è prova che guidava in stato d’ebbrezza»
2 MINUTI DI LETTURA
COPPARO. Era ubriaca alla guida: secondo l’accusa aveva causato un incidente, poi scappando. Quando i carabinieri la trovarono a casa due ore dopo il fatto, le fecero il test dell’alcol che indicò un livello di 3.03 grammi/litro: roba da coma etilico. E le ritirarono la patente. Ieri però il giudice di pace di Ferrara ha sentenziato che il provvedimento non era da attuare perchè non c’era la prova che la donna guidasse in stato d’ebbrezza per quelle due ore di ritardo con il quale venne eseguito il test. Insomma, come ha eccepito il suo avvocato, Filippo Sabbatani, non c’era prova che la donna, una 42enne polacca, Agnies Anna Jemielity fosse ubriaca alla guida. Sarà un paradosso ma il giudice di pace ha ritenuto questo. Il legale come spiegava lui stesso ieri ha sottolineato «che il test era stato eseguito a due ore dall’incidente, quindi non vi era certezza probatorio che quel livello di alcol nel sangue fosse lo stesso che la donna aveva al momento della guida». Resta però, occorre sottolinearlo il processo penale che è pendente. La decisione del giudice di pace riguarda solo la parte amministrativa, il ritiro della patente. Quel giorno del gennaio scorso la donna ebbe un incidente a Coccanile, quando si scontrò con la sua auto contro un’altra e dopo l’incidente si diede alla fuga. La targa però era stata annotata e due ore dopo la donna era a casa sua dove i carabinieri l’hanno sottoposta all’alcoltest: 3.03, il minino consentito è 0.5. Ubriaca sì, ma a casa sua, in quel momento. Non alla guida, secondo il giudice di pace, perchè la prova non c’è.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
