tper: i progetti
Altri 28 autobus ecologici Calano i passeggeri urbani
Un’azienda in salute e dai conti solidi, in grado di programmare nuovi investimenti per ammodernare la flotta dei bus. L’azienda di trasporto regionale Tper fa il punto della situazione a Ferrara. Si...
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Un’azienda in salute e dai conti solidi, in grado di programmare nuovi investimenti per ammodernare la flotta dei bus. L’azienda di trasporto regionale Tper fa il punto della situazione a Ferrara. Si parte dall’esercizio 2016, chiuso con un utile lordo di 15,4 milioni (7,8 netti) e 4,6 di dividendi distribuiti ai soci, tra cui la Provincia estense con l’1,01% delle quote e il Comune allo 0,65%.
«Operiamo sul mercato, partecipando a gare e avendo contratti di servizio da rispettare in termini di qualità. Siamo riusciti in questi anni a diminuire i costi, certo grazie al calo dello materie prime, ma sulla base di una maggiore efficienza, ai risultati della lotta all’evasione e all’incremento degli utenti», dice la presidente Giuseppina Gualtieri, affiancata dal consigliere in quota ferrarese Francesco Badia.
Globalmente, sommando gomma e ferro, i passeggeri trasportati salgono rispetto al 2015 oltre i 150 milioni; nella nostra provincia c’è invece un leggero arretramento, sensibile nel servizio urbano dei bus (8,043 milioni l’anno scorso, -4%), mentre l’extraurbano sale dell’1,5%. Gli abbonamenti annuali nel 2016 sono stati 11.153 (più o meno stabili sul 2015), quelli annuali 47.297 (quasi duemila in più).
La buona notizia è un parco mezzi che si rinnova. Dopo i 23 bus moderni ed ecologici sulle strade da pochi mesi, tra il 2018 e quello successivo ne arriveranno altri 28; tra questi, spiega il direttore di Tper Paolo Paolillo, 10 a metano per l’utilizzo in area urbana e 15 diesel Euro 6 per l’extraurbano. Un investimento pari a 6,3 milioni.
«L’azienda – sostiene il sindaco Tiziano Tagliani – sta avendo buoni risultati: ci restituisce una quota economica che peraltro non è lo scopo primario, lo sono piuttosto il miglioramento della qualità dei servizi e tariffe all’altezza della copertura dei costi. L’obiettivo strategico regionale è di fare di Tper il pivot del trasporto pubblico locale».
Da mesi l’azienda ha dato formalmente il via libera all’emissione di titoli obbligazionari a medio termine su mercati regolamentati; con il supporto di qualificati specialisti, si sta ora verificando l’interesse di investitori istituzionali. Una via scelta, e in qualche modo obbligata, dopo il no dei soci a un aumento di capitale a loro carico. «Si tratta – spiega la Gualtieri – di obbligazioni semplici, con scadenza dai 5 ai 7 anni, senza diritto di voto ai sottoscrittori: quindi non verrà intaccata la natura di Tper e la sua composizione azionaria al 100% pubblica».
Fabio Terminali
«Operiamo sul mercato, partecipando a gare e avendo contratti di servizio da rispettare in termini di qualità. Siamo riusciti in questi anni a diminuire i costi, certo grazie al calo dello materie prime, ma sulla base di una maggiore efficienza, ai risultati della lotta all’evasione e all’incremento degli utenti», dice la presidente Giuseppina Gualtieri, affiancata dal consigliere in quota ferrarese Francesco Badia.
Globalmente, sommando gomma e ferro, i passeggeri trasportati salgono rispetto al 2015 oltre i 150 milioni; nella nostra provincia c’è invece un leggero arretramento, sensibile nel servizio urbano dei bus (8,043 milioni l’anno scorso, -4%), mentre l’extraurbano sale dell’1,5%. Gli abbonamenti annuali nel 2016 sono stati 11.153 (più o meno stabili sul 2015), quelli annuali 47.297 (quasi duemila in più).
La buona notizia è un parco mezzi che si rinnova. Dopo i 23 bus moderni ed ecologici sulle strade da pochi mesi, tra il 2018 e quello successivo ne arriveranno altri 28; tra questi, spiega il direttore di Tper Paolo Paolillo, 10 a metano per l’utilizzo in area urbana e 15 diesel Euro 6 per l’extraurbano. Un investimento pari a 6,3 milioni.
«L’azienda – sostiene il sindaco Tiziano Tagliani – sta avendo buoni risultati: ci restituisce una quota economica che peraltro non è lo scopo primario, lo sono piuttosto il miglioramento della qualità dei servizi e tariffe all’altezza della copertura dei costi. L’obiettivo strategico regionale è di fare di Tper il pivot del trasporto pubblico locale».
Da mesi l’azienda ha dato formalmente il via libera all’emissione di titoli obbligazionari a medio termine su mercati regolamentati; con il supporto di qualificati specialisti, si sta ora verificando l’interesse di investitori istituzionali. Una via scelta, e in qualche modo obbligata, dopo il no dei soci a un aumento di capitale a loro carico. «Si tratta – spiega la Gualtieri – di obbligazioni semplici, con scadenza dai 5 ai 7 anni, senza diritto di voto ai sottoscrittori: quindi non verrà intaccata la natura di Tper e la sua composizione azionaria al 100% pubblica».
Fabio Terminali
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