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Nasi elettronici, un passo avanti

Spiraglio per i cittadini che vivono vicino alle centrali a biogas

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BONDENO. Potrebbe aprirsi uno spiraglio, sulla vicenda dei “nasometri”, che i cittadini che abitano a ridosso della Bioenergy Renew attendono da tempo.

Una delibera della giunta regionale (la 1040 del 17 luglio) apre per la prima volta alla sperimentazione degli strumenti elettronici, nella rilevazione degli odori. La delibera in questione riconduce il problema al disagio dei cittadini di Rubiera, nel Reggiano, per le emissioni di un’azienda ceramica. Nel provvedimento della Regione, però, si parla di «nasi elettronici, in grado di rilevare nell’arco di messa a punto del nuovo forno dell’impianto l’entità delle emissioni odorigene». In particolare nelle due zone più esposte.

Un’apertura non da poco, peraltro supportata anche da una dettagliata relazione di Arpae, che riferisce anche di un meccanismo di raccolta delle segnalazioni online dei cittadini, esposti a un «fastidio insopportabile». Il quale, però, «rischia col tempo di perdere di affidabilità, anche a causa di una complessiva stanchezza». Pertanto, «crediamo sia utile – riferisce Arpae – predisporre una forma di rilievo costante, tramite per esempio nasi elettronici o altri dispositivi, in grado di tracciare il fenomeno 24 ore su 24».

I nasi elettronici sono stati “sdoganati” anche nei pressi dell’impianto di depurazione di Santa Giustina (Rn), dove «Hera ha ammesso di avere in corso monitoraggi con l’uso di nasi elettronici». In sostanza, dice il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani, «quello che avevamo richiesto mesi fa, presentando un ordine del giorno, per esortare l’Emilia-Romagna a fare come in Lombardia, dove i “nasometri” sono già utilizzati da tempo per misurare con parametri certi le emissioni odorigene, che creano disagio al cittadino. Ma anche il Friuli, ha attivato sperimentazioni in tal senso». Liverani accettò di ritirare il suo ordine del giorno, sulla promessa di aprire entro tre mesi tavoli tecnici che potessero valutare l’introduzione dei nasometri in due realtà dove il problema odorigeno è particolarmente sentito: Faenza e Bondeno, dove alcune case sorgono a ridosso dalla centrale biogas Bioenergy Renew. A Faenza, per il momento, è partito soltanto un tavolo comunale, per discutere delle criticità e dei cattivi odori. A Bondeno, invece, tutto tace.

«Lo stesso assessore regionale Paola Gazzolo - osserva Liverani - era parsa possibilista, in assemblea legislativa, sull’utilizzo degli strumenti». Sotto traccia, però, la Regione ha continuato a lavorarci, e ora apre con una delibera a tale possibilità, a Rubiera. «Vedremo se il tutto si concretizzerà se i problemi che lamentiamo da tempo saranno risolti. Di certo, nel nostro ruolo di opposizione, non abbasseremo la guardia». (mi.pe.)

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