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vitalizi: verso l'abolizione

Per gli ex politici ferraresi assegni fino a 5mila euro

Camera dei Deputati, Montecitorio
Camera dei Deputati, Montecitorio

I benefit mensili più alti riscossi dai senatori Silvia Barbieri e Luigi Covatta. I due anni alla Camera valgono 1.630 euro a Galliani. Nulla per Balboni e Soffritti

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FERRARA. Dai 1.630 euro al mese per il biennio da deputato progressista del professor Luciano Galliani nella (breve) XII legislatura, oltre vent’anni fa all’epoca della prima discesa in campo di Silvio Berlusconi, agli assegni da 5.690 euro intestati all’ex senatrice argentana Silvia Barbieri e al collega Luigi Covatta che a Ferrara timbrava il suo biglietto per Palazzo Madama. Sono una dozzina i vitalizi “ferraresi” che la proposta di legge approvata ieri alla Camera mette a repentaglio. Dagli elenchi ufficiali del Parlamento spuntano, tra gli altri, nomi di politici che qui sono nati e cresciuti o che qui venivano a farsi eleggere.

La stagione del maggioritario e dei collegi uninominali per Montecitorio lascia in eredità gli assegni mensili di sei ex deputati di centrosinistra, eletti nelle coalizioni Progressisti (1994) e L’Ulivo (1996 e 2001). Alfredo Zagatti è stato eletto per la prima volta nell’undicesima, ultima legislatura della prima repubblica, ed è rimasto a Montecitorio fino al 2001; è attualmente presidente dell’ASPPI (associazione per i piccoli proprietari immobiliari) ed è anche stato consigliere comunale della nostra città e vice presidente della provincia; l’esperienza alla Camera gli ha fruttato un vitalizio che, stando ai dati ufficiali del 2016, è di circa 4.000 euro al mese. La brevissima e travagliata legislatura iniziata nel ’92 è stata la prima anche per Giuseppe Albertini eletto con i socialisti e rimasto a Montecitorio fino al 2006 ricoprendo anche l’incarico di sottosegretario ai trasporti nel primo governo Prodi; percepisce 4.850 euro mensili.

Vitalizio di poco maggiore (4.930) per Enrico Boselli, presidente della Regione dal ’90 al ’93, eletto deputato l’anno successivo e rimasto in carica fino al 2008, anno della fine del secondo governo Prodi. Debutto nel 1994 anche per il reggiano Adriano Vignali che nella sua seconda, ed ultima, legislatura è stato eletto nel collegio di Ferrara-Cento; i sette anni gli valgono 3.000 euro al mese.

Eletto nel 2001 nelle liste dell’Ulivo, Alfredo Sandri, ex segretario provinciale Pci ed ex assessore regionale, per la sua legislatura nell’opposizione percepisce 2.120 euro.

Stando ai dati della Camera (ultimo aggiornamento ottobre 2016) non risulta percepire un vitalizio lo storico ex sindaco di Ferrara Roberto Soffritti, eletto alla Camera nella breve legislatura durata dal 2006 al 2008.

Passando dalla parte opposta dell’arco parlamentare, non riscuote vitalizio l’ex senatore di An Alberto Balboni, a Palazzo Madama dal 2001 al 2012, che non ha ancora l’età per ricevere il benefit. Percepisce invece un vitalizio di 2.380 euro Biagio Dell’Uomo, odontoiatra di Porotto, eletto con la Lega nel Per la legislatura piena al Senato e i tre anni in due legislature alla Camera, prende 3.150 euro al mese il medico Luigi Fabbri, nativo di Massa Fiscaglia, ma che ha maturato la propria esperienza politica in Lombardia. (m.f.)