«Fate subito perizia psichiatrica su Eder»
Omicidio di Valencia, i difensori di Guidarelli ricordano le parole del giudice dopo l’interrogatorio
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Pesano le parole, i difensori di Eder Guidarelli Mattioli, gli avvocati Eugenio Gallerani e Giacomo Forlani, per rispondere a legali e familiari di Marcello Cenci, ad un loro comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi nel quale si erano detti «sconcertati» sulle dichiarazioni di estraneità ribadite più volte da Eder Guidarelli, non comprendendo nemmeno la «asserita infermità mentale» che fa da sfondo a parole e comportamenti definiti “surreali” di Eder stesso.
Così, per rispondere ai legali dei Cenci, pur indirettamente, i due difensori di Eder citano lo stesso giudice che lo aveva interrogato nei giorni scorsi, poichè il giudice stesso li aveva consigliati, subito dopo le dichiarazioni “surreali” difensive di Eder, di sottoporlo al più presto ad una perizia psichiatrica. «E’ un fatto - scrivono i difensori di Eder - che il giudice per le indagini preliminari di Imperia, Massimiliano Botti, al di là del contenuto dell’interrogatorio reso, per il comportamento tenuto da Guidarelli e per il suo atteggiamento, si è congedato con noi consigliando di sottoporlo ad un accertamento psichiatrico».
Un fatto. E oltre questo non vanno i due legali, «sottolineando la loro vicinanza al dolore della famiglia Cenci», ma spiegando che «a seguito del comunicato inviato (mercoledì scorso da legali e famiglia Cenci ai giornali, ndr), intendono precisare dei fatti». «E’ un fatto - spiegano - che fu uno psichiatra dell’Ausl di Ferrara che, dopo aver visitato Eder nel febbraio 2017, consigliò un approfondimento presso il Dipartimento di Salute Mentale, stabilendo che lo stesso sarebbe stato contattato dal Servizio di Igiene Mentale». Poichè era stato individuato perlomeno, un disturbo, da valutare appieno. «I fatti - continuano i legali - dimostrano come sia difficile parlare di lucidità in chi fa acquisti tutti tracciabili anche a Valencia, prima e dopo i fatti (Eder ha usato carte di credito senza curarsi di nascondersi prima e dopo l’omicidio, ndr)». Eder, spiegano i legali «si ferma a Valencia, dove è successo l’omicidio, per almeno sette ore dopo il delitto stesso, al fine di restituire lo scooter noleggiato pagando anche quello con la carta di credito a lui intestata». Elencano fatti, e di fatto i difensori di Eder anticipano lo sviluppo dell’inchiesta. Poichè la procura di Ferrara che ha accusato Eder di omicidio premeditato dovrà valutare questi fatti elencati dalle difese per una eventuale perizia psichiatrica e considerare, anche e soprattutto, dall’latra parte, richiesta di giustizia e chiarimenti da parte della famiglia Cenci che ha sempre ribadito che Eder doveva essere fermato prima, prima di uccidere l’amico Marcello il 2 luglio scorso.
Così, per rispondere ai legali dei Cenci, pur indirettamente, i due difensori di Eder citano lo stesso giudice che lo aveva interrogato nei giorni scorsi, poichè il giudice stesso li aveva consigliati, subito dopo le dichiarazioni “surreali” difensive di Eder, di sottoporlo al più presto ad una perizia psichiatrica. «E’ un fatto - scrivono i difensori di Eder - che il giudice per le indagini preliminari di Imperia, Massimiliano Botti, al di là del contenuto dell’interrogatorio reso, per il comportamento tenuto da Guidarelli e per il suo atteggiamento, si è congedato con noi consigliando di sottoporlo ad un accertamento psichiatrico».
Un fatto. E oltre questo non vanno i due legali, «sottolineando la loro vicinanza al dolore della famiglia Cenci», ma spiegando che «a seguito del comunicato inviato (mercoledì scorso da legali e famiglia Cenci ai giornali, ndr), intendono precisare dei fatti». «E’ un fatto - spiegano - che fu uno psichiatra dell’Ausl di Ferrara che, dopo aver visitato Eder nel febbraio 2017, consigliò un approfondimento presso il Dipartimento di Salute Mentale, stabilendo che lo stesso sarebbe stato contattato dal Servizio di Igiene Mentale». Poichè era stato individuato perlomeno, un disturbo, da valutare appieno. «I fatti - continuano i legali - dimostrano come sia difficile parlare di lucidità in chi fa acquisti tutti tracciabili anche a Valencia, prima e dopo i fatti (Eder ha usato carte di credito senza curarsi di nascondersi prima e dopo l’omicidio, ndr)». Eder, spiegano i legali «si ferma a Valencia, dove è successo l’omicidio, per almeno sette ore dopo il delitto stesso, al fine di restituire lo scooter noleggiato pagando anche quello con la carta di credito a lui intestata». Elencano fatti, e di fatto i difensori di Eder anticipano lo sviluppo dell’inchiesta. Poichè la procura di Ferrara che ha accusato Eder di omicidio premeditato dovrà valutare questi fatti elencati dalle difese per una eventuale perizia psichiatrica e considerare, anche e soprattutto, dall’latra parte, richiesta di giustizia e chiarimenti da parte della famiglia Cenci che ha sempre ribadito che Eder doveva essere fermato prima, prima di uccidere l’amico Marcello il 2 luglio scorso.
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