Padre, madre e figlio nullatenenti ma proprietari di tre Ferrari
Indagini partite da Ferrara dalla Guardia di finanza che sequestra vetture di lusso a Roma e Bergamo I tre senza redditi, con precedenti e condanne per furti e rapine: sono ritenuti pericolosi socialmente
3 MINUTI DI LETTURA
Tre Ferrari, due modelli 488 e una modello California: due di queste, le 488, bianca e rossa, erano in un parcheggio a Grassobbio, uno dei tanti per i turisti che lasciano qui l’auto per i voli low cost dell’aeroporto di Orio al Serio. La terza era a Roma, mentre una quarta di più basso valore è stata bloccata in altro magazzino fuori dalla nostra regione. Auto di lusso, valore 650mila euro, intestate a tre persone: padre, madre e figlio che non hanno reddito, hanno precedenti per furto e rapina ma risultano proprietari di queste auto da sogno. Per questo motivo, la sproporzione tra reddito e l’alto tenore di vita, la Guardia di finanza di Ferrara le ha sequestrate ai tre, indicati come «pregiudicati nullatenenti». Il provvedimento è stato eseguito dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ferrara, su delega del Tribunale di Roma, che ha notificato il sequestro delle tre Ferrari di recentissima immatricolazione e della quarta auto nei confronti dei tre della stessa famiglia, che abitano e risiedono a Roma. Il sequestro è stato eseguito grazie alla normativa antimafia, poiché i tre - padre, madre e figlio - sono stati oggetto dell’applicazione della misura patrimoniale per i numerosi precedenti per furto e rapina, reati commessi già a partire dagli anni ’90 e risultano vivere con i proventi delle loro attività criminali. Le indagini sono partite da Ferrara, dove i finanzieri avevano scoperto i legami di compravendite fra un concessionario di auto e alcune persone con precedenti penali. Un allarme che ha fatto scattare sospetti e accertamenti che hanno portato i finanzieri di Ferrara a risalire alle persone cui erano intestate diverse auto (non solo le Ferrari), ossia i tre della famiglia che abitano in un quartiere popolare di Roma: dove è risultato che i tre non hanno alcuna attività nè lavoro. E allora la verifica ha portato ad avere la conferma che i tre vivevano, almeno in parte, dei proventi di furti e rapine. E dunque il tenore di vita e la proprietà di auto da sogni (valore di svagonate di euro) non erano giustificate da alcuna entrata o attività economica lecita. La sproporzione accertata dalla Finanza ferrarese fra reddito e patrimonio ha fatto scattare la richiesta di sequestro da parte della procura di Roma che la Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Roma ha concesso sulla base della «pericolosità sociale» dei tre. Dalle verifiche è infatti emerso che i tre hanno avuto diverse condanne definitive e da vari tribunali italiani e hanno altri giudizi pendenti, anche in tempi recenti, per «una serie strutturata, sistematica e plurima di reati contro il patrimonio», sottolinea in una nota la Guardia di Finanza: «se tali condotte - conclude la nota - hanno consentito loro di arricchirsi, lo stile di vita sproporzionato ha portato al sequestro del patrimonio illecitamente acquisito e “reinvestito”, in questo caso, in Ferrari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
