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Rischia il contatore del gas per le bollette “fantasma”

Rischia il contatore del gas per le bollette “fantasma”

Donna vittima della burocrazia: matricola scambiata, Hera la ignora per anni Scoperto l’equivoco arrivano gli arretrati e la chiusura temporanea dell’utenza

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È cominciata con un errore, è proseguita con un prolungato silenzio e infine è sfociata negli ordinari controsensi della burocrazia la vicenda di una signora, residente in un condominio nella zona di via Bologna, che per rimediare a un disguido tecnico di cui non ha responsabilità dovrebbe vedersi chiudere il contatore del gas per una settimana.

La storia comincia nel 2013, ma in modo tale che la diretta interessata ne è del tutto ignara. Succede infatti che gli inquilini di uno dei sei appartamenti che compongono la palazzina se ne vanno, e come è normale l’utenza del gas viene disdetta. Quello che succede poi però non è così normale perché, per errore, la matricola del contatore viene scambiata con quella della signora. Il risultato è che da quel momento in poi le bollette del gas della donna non le vengono più recapitate, e chi abbia effettuato quei pagamenti al momento non risulta nemmeno del tutto chiaro. Quel che è certo è che gli anni passano ma le bollette del gas a casa della signora non arrivano più, ma nemmeno solleciti di pagamento da parte di Hera. Va detto che quella palazzina è servita dalla geotermia, per cui il gas viene utilizzato dalla signora solo per la cottura dei cibi, quindi in quantità abbastanza modeste.

«Anch’io ho sbagliato, perché avrei dovuto indagare sul motivo per cui non mi arrivava mai la bolletta del gas - ammette la signora - ma un po’ ritenevo che gli importi fossero troppo esigui e dovessero essere cumulati, un po’ me ne dimenticavo, e alla fine lasciavo correre».

Il tempo passa e nessuno protesta, le letture del contatore si susseguono senza intoppi, finché un addetto Hera più attento nota la discrepanza e avverte la signora che il suo contatore risulta intestato a un’altra persona. «Nell’ultimo periodo - racconta - si sono sprecate le telefonate al call center e i colloqui allo sportello clienti Hera, nonché a un fantomatico reparto chiamato Default, ma nessuno a tutt’oggi riesce a risolvermi il problema».

Sì, perché la signora si dice naturalmente pronta a versare i circa 700 euro di arretrati (tra l’altro, riferisce, un operatore Hera le avrebbe detto che le bollette erano state pagate dall’altro utente, mentre per lo sportello Default risulterebbero non pagate), ma non è disposta a farsi interrompere la fornitura del gas per una settimana «per rimediare a un errore che non ho commesso. Perché Hera pretende ora di chiudermi il contatore per una settimana e che io stipuli un nuovo contratto con relativa spesa quando il mio contratto non è mai stato disdettato».

Alessandra Mura

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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