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Edificio già inagibile Via i contributi post sisma

Edificio già inagibile Via i contributi post sisma

Bondeno, i controlli evidenziano che il terremoto non ha provocato i danni I proprietari ricorrono al Tar contro il Comune e il presidente della Regione

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BONDENO. Erano stati inizialmente concessi contributi per la ricostruzione di un’abitazione privata, con annessa struttura a uso agricolo. I controlli, sotto traccia, erano tuttavia proseguiti e hanno permesso al Comune di rilevare alcune irregolarità. Per questo motivo, un’ordinanza sindacale dello scorso 11 maggio ha cancellato gli effetti del documento precedente, bloccando l’accesso ai finanziamenti attraverso il sistema Mude. Morale: i due cittadini che si sono sentiti danneggiati dal provvedimento hanno fatto ricorso al Tar (il Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna).

Davanti al Tar il Comune ha deciso di “non resistere”, sentendosi già sufficientemente tutelato dall’Avvocatura distrettuale dello Stato. In quanto, si apprende dagli uffici comunali, «abbiamo tutti gli elementi per poter dire che quanto da noi esposto è ampiamente dimostrato da elementi oggettivi».

Facendo un passo indietro, bisogna ricordare come si sono svolte le cose. Il 18 novembre del 2016, attraverso l’ordinanza 283, erano stati sanciti i contributi per 480mila euro, destinati alla ricostruzione post-sisma di una abitazione privata, con annesso fabbricato agricolo. Gli accertamenti degli uffici e delle autorità hanno permesso di verificare, tuttavia, un “vizio di forma”. Ovvero, il fatto che una parte del complesso da ricostruire sarebbe stata già inagibile prima del terremoto. Mentre una porzione dell’abitazione aveva diritto al finanziamento, anche se non sono arrivate nei modi e nei tempi le opportune spiegazioni all’ente locale, circa i motivi che avrebbero spinto (forse per errore) ad inserire nel progetto anche la parte di fabbricati già inagibile prima del sisma.

Secondo il Comune, gli elementi erano sufficienti per poter rigettare la pratica. Da qui, l’ordinanza numero 80 dello scorso 11 maggio, con cui si è bloccato il tutto.

I ricorrenti chiedono ora al Tar di pronunciarsi sulla delibera stessa, che è stata impugnata, chiedendo al giudice di sospenderne gli effetti, «almeno ai fini del riesame». Inoltre, di annullare l’ordinanza, accertando il danno subito e condannando l’amministrazione comunale al pagamento del danno, in misura pari al valore del contributo revocato.

Il procedimento riguarda, oltreché il Comune, anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in qualità di commissario straordinario per l’emergenza terremoto.

Per quanto riguarda il Comune, il dirigente del settore tecnico elaborerà una relazione da inoltrare a Mario Zito, quale referente dell’ Avvocatura. Tra le questioni lamentate dai due cittadini ricorrenti, anche la lentezza dei controlli che, tuttavia, assicurano dal municipio, vengono svolti su tutte le pratiche in maniera scrupolosa e necessitano di tempi. «Siamo tranquilli – asseriscono dal Comune – perché sicuri che gli uffici hanno lavorato bene».

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