Il fantasma Igor segnalato in Brasile
La procura: pista non attendibile. Polemiche su ricerche prima degli omicidi: il telefonino controllato, ma non intercettato
Il fantasma è ancora fantasma, nel senso che Igor Vaclavic/Norbert Feher non si trova dopo 4 mesi di ricerche, 119 giorni, per gli amanti dei numeri. Tra le tante segnalazioni - più o meno sprovvedute - giunte agli inquirenti che coordinano la caccia all’uomo, ora emerge anche quella di una fuga di Igor in Brasile: una pista segnalata da un atto formale inviato dallo Sco - servizio centrale operativo, massimo organismo di intelligence della Polizia -, alla procura di Bologna. Segnalazione che non ha avuto sviluppi, perché - hanno ribadito diverse fonti nei giorni scorsi, anche prima della pubblicazione della notizia del Corriere di ieri - la segnalazione era stata ritenuta del tutto infondata.
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Il mistero sulla fuga in Brasile
Come ci sia arrivato, Igor/Norbert in Brasile, non è stato chiarito nemmeno dalle fonti investigative che hanno segnalato la sua fuga in Brasile. Si sa solo che a fine giugno, lo Sco - ricostruisce il Corsera - invia da Roma a Bologna una nota riservata al pm Marco Forte, che coordina le indagini su Igor: lo si informa che «una fonte confidenziale attendibile» avrebbe notizie su Igor e che sarebbe in Sud America. La procura di Bologna chiede ragguagli allo Sco, il quale invia una relazione dettagliata al pm Forte senza dare riscontri che possano indurre gli inquirenti a verificare questa pista. Che sfuma. Perché, racconta la nota dello Sco, in realtà un ispettore di Polizia era stato inviato in Brasile per contattare la «fonte confidenziale», persona che nel frattempo è stata arrestata dalla polizia brasiliana. Dunque, i possibili chiarimenti e verifiche si bloccano lì. E così pure i possibili sviluppi per le indagini, ora solo bolognesi, visto che nel frattempo la procura di Ferrara si è spogliata dell’indagine su Igor/Norbert, in quanto il fascicolo sull’omicidio di Valerio Verri è stato trasferito a Bologna.
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Nel Ferrarese, in realtà, restano le ricerche, tuttora in corso seppur ridottissime (di una 50ina di carabinieri e reparti speciali ancora dislocati nell’Argentano). E restano soprattutto polemiche sulle mancate ricerche di Igor, prima degli omicidi del barista Davide Fabbbri e della guardia ecologica Valerio Verri, e appena dopo le rapine dell’estate del terrore 2015. Una ricostruzione giornalistica, però, non aderente agli atti investigativi che compaiono nel fascicolo delle rapine di Igor: poiché non è vero che «fu ignorata la pista del telefonino». Come ricostruito dalla Nuova Ferrara (già in un resoconto, articolato, del 14 aprile scorso), gli inquirenti - pm Tittaferrante e tre carabinieri del reparto Investigativo, sezione catturandi - lavorarono a lungo sulle tracce scoperte di una utenza di cellulare attivata da Igor/Norbert, anche per entrare nel proprio profilo Facebook a nome di Ezechiele Norbert Feher. Gli inquirenti verificarono traffico telefonico, (i contatti) e fecero il positioning (quando si attiva il profilo Facebook viene registrata la posizione geografica) che lo indicava ancora nel Ferrarese.
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I controlli sul telefono di Igor
Siamo nella primavera-estate 2016, poi Igor scompare e va a Valencia (dal suo profilo) e una volta tornato a Ferrara, autunno 2016, quella utenza viene interrotta da Igor. Ma perchè non venne intercettato su quel numero di cellulare? Semplice, spiegarono gli inquirenti a la Nuova Ferrara: norme del codice di procedura penale lo impediscono, norme da modificare per render più incisive le ricerche. In quel periodo Igor era solo “irreperibile” (formalmente non a conoscenza di accuse a suo carico), dunque ogni richiesta di intercettarlo sarebbe stata non accolta perchè non “latitante”, status che permette di farlo (lo si diventa quando si sa di esser ricercati e si scappa), status concesso nei mesi scorsi. Questo l’errore grave, ma è una stortura del codice di procedura. Uno dei tanti errori che ha permesso a Igor di far slalom tra cavilli, burocrazia e sottovalutazioni: ha ucciso due volte, doveva essere fermato prima e oggi non si sa dove sia. In Brasile no: chissà, forse ancora nel Ferrarese?
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